La sindaca di Firenze respinge le critiche sul progetto e ribadisce che l’intesa punta ad aumentare il patrimonio abitativo pubblico e a rispondere alla crescente domanda di edilizia residenziale sociale

"L'abbiamo detto e ribadito anche in occasione della presentazione dell'accordo con la Banca europea per gli investimenti, ma evidentemente serve ripeterlo di nuovo. Basta con le strumentalizzazioni: quella con Bei è la prima operazione per aumentare il patrimonio pubblico". Lo dichiara la sindaca Sara Funaro, replicando all'appello di docenti universitari, esponenti della cultura ed ex amministratori politici di Firenze per rivedere l'accordo tra Comune e Banca europea per gli Investimenti (Bei) sul piano di social housing sostenibile.

"Come Comune, stiamo investendo sull'edilizia residenziale popolare e adesso vogliamo farlo anche sull'edilizia residenziale sociale pubblica per garantire una risposta anche a quelle fasce che non hanno diritto agli alloggi popolari e che sono insufficientemente servite dal mercato privato - osserva in una nota Funaro -. Siamo il primo Comune a realizzare un accordo di collaborazione con la Bei sul tema dell'abitare per affrontare la crescente sfida dell'accesso alla casa: basta raccontare fake news".

"L'accordo - conclude Funaro - ha una regia completamente pubblica: siamo noi come Comune che individuiamo le aree dove costruire, siamo sempre noi a individuare il patrimonio da mettere a disposizione e ancora noi che andiamo a chiedere disponibilità ad altri enti pubblici di darci in concessione immobili da poter utilizzare dal punto di vista abitativo per il lungo periodo. Questo servirà per andare a valutare la sostenibilità di mutui per accrescere il patrimonio pubblico e dare così risposte ai cittadini per quanto riguarda l'Edilizia residenziale sociale. In merito all'Edilizia residenziale popolare il Comune di Firenze ha già stanziato risorse per ristrutturare alloggi: saremmo, anzi, ben felici se il governo volesse stanziare ulteriori risorse per costruire nuovi alloggi popolari". 
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