“Ma il cronoprogramma non prevedeva altro?”

Certamente la chiusura del Ponte al Pino era prevista, ma non con queste tempistiche. Ci pare di ricordare che lo stop era stato deciso da giugno, a scuole chiuse e non dal 25 maggio e questo non è un dettaglio secondario per la già complessa viabilità. Fra cantieri già operativi, seppur, magari, a singhiozzo com'è cattiva abitudine di questa amministrazione e cronoprogrammi stravolti, chi ci va di mezzo, tanto per cambiare, è il cittadino fiorentino che si trova alle prese, sempre per rimanere in questa zona, anche con un semaforo a chiamata al cavalcavia delle Cure che crea molti più disagi che vantaggi ai pedoni. Sedici settimane di chiusura, se tutto andrà bene(cosa che ci permettiamo sommessamente di dubitare) con l'Assessore Giorgio che chiede pazienza ai fiorentini. Sopportazione che, invece, visto il marasma viario cittadino, pensiamo sia davvero giunta, ormai, al limite...

Così Guglielmo Mossuto: Capogruppo in Consiglio comunale della Lega.
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