“Servono interventi immediati e un piano strategico senza ideologie. Firenze centrale nel dibattito europeo con la visita di Roberta Metsola”

Francesco Torselli, eurodeputato del Gruppo ECR e di Fratelli d'Italia, ha parlato così in esclusiva a Firenzedintorni.it:

Torselli, in questi giorni Firenze si è resa protagonista di un tema importante quale l’indipendenza europea sul fronte energetico, qual e’ la sua posizione?

Guardi, il tema dell’indipendenza energetica è molto complesso e, soprattutto in una fase di crisi come quella che stiamo attraversando adesso, deve essere affrontato con grande lucidità. Perché dico questo: perché occorre separare il tema dell’emergenza energetica, da quello della dipendenza strutturale dell’Europa da fonti - e quindi da Paesi - extraeuropei.

Partiamo dall’emergenza. La crisi mediorientale, la situazione geopolitica mondiale, quello che sta accadendo sullo stretto di Hormutz, sono un insieme di fattori che hanno causato una crisi energetica molto grave che mette a repentaglio le finanze di moltissime famiglie italiane, ma anche la produttività delle nostre aziende, la nostra agricoltura, la nostra pesca. Cosa dovrebbe fare l’Europa: noi crediamo che sia fondamentale un provvedimento a ricaduta immediata. Alcuni miei colleghi parlano di una sorta di nuovo PNRR energetico… Va bene, ma quanto tempo occorrerebbe per metterlo a terra? Oggi servono provvedimenti rapidi, urgenti, immediati; come ad esempio il taglio delle accise che sta facendo il governo italiano che, purtroppo, da solo non può sopperire ad una crisi planetaria. Ecco perché chiediamo all’Europa rapidità di azione, anche allentando, se necessario, le maglie del patto di stabilità.

Poi, una volta risolta l’emergenza, la sfida non è finita. Come dicevo prima, oltre alla soluzione per la fase di crisi, serve un piano a medio termine per arrivare all’indipendenza energetica. Serve un piano europeo a 10/20 anni che ci porti ad investire in tutte le possibili direzioni che facciano sì che l’Europa arrivi ad essere indipendente da est e da ovest. Quando dico “tutte le possibili direzioni” intendo dire: senza approcci ideologici che mal si conciliano con il pragmatismo che invece serve all’Europa di oggi. Dobbiamo parlare senza paura di nucleare - e lo dice uno che al referendum del 2011 votò convintamente contro l’energia atomica. Ma se ogni giorno ci ripetiamo che la tecnologia ha fatto passi da gigante, questo deve valere anche per il nucleare. Le automobili, i telefonini, le televisioni di oggi non sono più quelle del 2011, né tantomeno quelle del 1985. Ecco, anche il nucleare di oggi non è più quello del 2011, né tantomeno quello di Chernobyl. Stesso discorso vale per le energie rinnovabili: da una parte grandi elogi alla Spagna che ha investito moltissimo in rinnovabili, ma dall’altra guerra ovunque a pale eoliche e pannelli fotovoltaici! Anche qui dobbiamo scegliere da che parte stare e la soluzione è esattamente quella adottata dal Ministro Lollobrigida quando si è trovato a confrontarsi col tema del fotovoltaico in campo agricolo: destinare un campo coltivabile ad ospitare una distesa di pannelli fotovoltaici è un’eresia, incentivare le imprese agricole a coprire capannoni, rimesse e stalle con pannelli fotovoltaici è positivo e funzionale. Approccio pragmatico e non ideologico.

In visita nella nostra città proprio per trattare l’argomento la visita della presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che ha fatto sì che la città sia stata al centro del dibattito in un momento cruciale, quanto è stato importante?

Importantissimo. Non soltanto per il tema, ma per il fatto che Firenze, la Toscana e l’Italia hanno ospitato la Presidente Metsola per una serie di eventi strettamente collegati all’Europa. Questo ci ricorda due cose, che troppo spesso rischiamo di far affossare dalla bagarre politica: la prima è che Firenze conserva ancora oggi una dimensione europea che si è guadagnata nel corso della storia, dal Rinascimento, dai Medici, da Leonardo, da Cellini, da Giambologna… La seconda, che oggi l’Italia non è più un’appendice scomoda dell’Europa, ma una Nazione centrale, presente e spesso trascinante nelle politiche e nelle decisioni dell’Unione. La presenza di Roberta Metsola a Firenze ne è una fulgida testimonianza.

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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.

Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.

Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.

Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.

Articolo finanziato dal gruppo ECR al Parlamento Europeo 

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