La cosiddetta “fase 2” del Partito Democratico fiorentino, annunciata mesi fa come momento di rilancio e rinnovamento, appare oggi ancora lontana. All’interno del partito continuano infatti tensioni e trattative tra l’area riformista e quella vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein, con difficoltà nel trovare un accordo sui nuovi assetti dirigenti.
Nel clima di incertezza prende sempre più forza l’ipotesi di prorogare gli incarichi degli attuali segretari: Andrea Ceccarelli alla guida cittadina e Monica Marini a livello metropolitano. Una soluzione considerata fino a poco tempo fa improbabile, ma che oggi molti vedono come il modo più semplice per evitare uno scontro interno.
Sul tavolo c’è anche l’idea di affidare il partito a figure di garanzia “pontiere” fino alle elezioni politiche del 2027, rinviando il vero confronto interno a dopo il voto nazionale. Una scelta che riflette l’incertezza sugli equilibri futuri tra le diverse anime del Pd.
Da Roma è arrivato intanto il via libera allo slittamento del congresso a ottobre, ufficialmente per non interferire con le elezioni amministrative di Sesto Fiorentino e Figline, ma anche per evitare una resa dei conti immediata dentro il partito.
Per la futura segreteria cittadina circolano diversi nomi. Tra i favoriti viene indicato Niccolò Falomi, vicino all’ex sindaco Dario Nardella e attivo nella campagna elettorale che ha portato Sara Funaro a Palazzo Vecchio. Restano in corsa anche Marco Burgassi e Luca Milani, considerati più vicini all’area Schlein. Proprio Milani viene indicato da alcuni come possibile figura di sintesi.
Nel frattempo, però, il rischio percepito da molti iscritti è che il partito resti paralizzato da tatticismi e rinvii, senza riuscire a rilanciare davvero iniziativa politica e capacità organizzativa sul territorio. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














