Proseguono i lavori di restyling dello stadio Franchi di Firenze, ma insieme all’avanzamento del cantiere crescono anche le polemiche politiche sui costi e sulla gestione dell’opera. Nonostante i progressi visibili — come il montaggio del secondo pilone da 20 metri destinato a sostenere la copertura della curva Fiesole — i consiglieri di opposizione chiedono maggiore trasparenza su tempi, varianti e possibili spese aggiuntive.
Il progetto, dal valore complessivo di almeno 265 milioni di euro, è finito sotto la lente di ingrandimento di esponenti sia di destra sia di sinistra. Il consigliere della lista civica Schmidt, Massimo Sabatini, ha presentato un accesso agli atti per verificare l’esistenza di eventuali “riserve” avanzate dall’appaltatore durante i lavori.
Nel linguaggio degli appalti pubblici, le riserve sono contestazioni formali con cui l’impresa segnala maggiori costi sostenuti e chiede eventuali riconoscimenti economici. Dalla documentazione emerge che il 5 marzo 2025 l’appaltatore ha presentato quattro riserve. I tecnici comunali precisano però che si tratta di situazioni considerate fisiologiche nei grandi cantieri e che, al momento, non hanno prodotto conseguenze economiche né pagamenti aggiuntivi.
Anche il consigliere di Spc, Dmitrij Palagi, chiede chiarimenti sulla cosiddetta “terza variante” del progetto, sui possibili maggiori oneri per il Comune e sul rischio di perdere parte dei finanziamenti pubblici legati ai fondi Pnc-Mic, che dovranno essere certificati entro dicembre.
L’opposizione insiste sulla necessità di garantire piena trasparenza su un’opera considerata tra le più importanti e costose della città. Lo scrive la Nazione.
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