“Centrosinistra per tanto tempo ha temuto di parlarne ma se amministri ti rendi conto”

"Noi come parte politica un po' di autocritica la dobbiamo fare. Per tanto tempo abbiamo avuto paura a parlare del tema dei rimpatri. Dobbiamo dire in maniera molto chiara e molto diretta. Quando ti ritrovi a amministrare, ti rendi conto che ci sono cose che fanno parte della quotidianità" da cui "non puoi prescindere. E quella dei rimpatri è una delle tematiche". Lo ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro, intervenendo alla presentazione del libro dell'ex capo della polizia Franco Gabrielli, ‘Contro la paura - Manifesto per una sicurezza democratica’.
     
La sindaca ha evidenziato l'importanza dei "percorsi di inclusione delle persone, perché c'è la necessità di aiutare chi sta male e ha bisogno di essere accompagnato", "persone entrate nei giri della microcriminalità spesso anche per mancanza di altre opportunità".

     
Tuttavia, ha proseguito, "dall'altra parte ci sono tantissime situazioni che invece non puoi recuperare in percorsi di inclusione, che creano problemi grossi sui nostri territori. E quelle situazioni sui territori non ci possono stare, devono andare via". Per Funaro "è un tema che deve essere affrontato con grande serietà, devono essere fatti i rimpatri, ma bisogna avere l'onestà intellettuale di dire cosa ha fatto questo governo, al di là di porre sempre il tema del Cpr. Che accordi bilaterali sono stati siglati per fare in modo che vengano effettuati più rimpatri? Che strumenti si danno ai questori sul territorio?".

    
In ogni caso "i rimpatri sono necessari, perché se passa il messaggio che all'interno dei nostri territori rimani impunito qualsiasi cosa tu faccia, siamo alla fine. Non c'è più rispetto per le divise e lo stiamo vedendo quotidianamente. Dobbiamo fare in modo che all'interno delle nostre città ci sia l'alternativa: o entri nei percorsi di inclusione, oppure ci sono delle regole chiare e decise che ti portano verso un'altra strada".

     
Però, ha concluso, "investiamo di più in percorsi di inclusione per quelli che ci vogliono stare. Io penso sia la strada per la ricetta vincente. E chiunque governa, deve aiutare le istituzioni a livello locale, non solo i sindaci, ma tutti quelli che lavorano sul territorio".
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