Il governatore toscano scende nei sondaggi dal 58,5% al 42%: sotto accusa ritardi sulle opere, difficoltà economiche e aumento dell’Irpef regionale

Dopo anni di crescita del consenso, il governatore della Toscana Eugenio Giani registra una significativa frenata nei sondaggi. Secondo una rilevazione Swg pubblicata dall’Ansa, il gradimento è sceso al 42%, cinque punti in meno rispetto all’anno precedente, facendo arretrare Giani dall sesto all’ottavo posto tra i presidenti di Regione. Il calo arriva dopo il picco del 58,5% certificato nel 2025 da un sondaggio Noto per Il Sole 24 Ore.

Alla base della flessione ci sarebbero soprattutto le difficoltà del secondo mandato: promesse ancora senza risultati concreti, infrastrutture bloccate e crisi industriali aperte. Tra i dossier più critici vengono citati il progetto Toscana Strade per l’ammodernamento della FiPiLi, ancora fermo, e il ritardo del “Ponte tra le Signa”, complicato anche dai vincoli ambientali e dalla vicinanza con il progetto della nuova pista di Peretola.

Le preoccupazioni arrivano anche dalle parti sociali. La Fiom Cgil parla di crisi industriale “conclamata” e chiede alla Regione un ruolo più incisivo, mentre Confindustria Toscana sollecita una vera politica industriale e interventi urgenti sulle infrastrutture. Critiche dirette sono arrivate anche dal segretario nazionale della Uil Maurizio Bombardieri, che ha accusato la Regione di scarsa attenzione a temi come caporalato, sfruttamento del lavoro e gare al massimo ribasso.

A pesare sul malcontento c’è anche l’aumento dell’Irpef regionale deciso per sostenere i conti della sanità, misura destinata a restare. Inoltre emergono nuove difficoltà finanziarie: il Consiglio regionale ha approvato il bilancio previsionale dell’azienda per il diritto allo studio, ma dal 2028, con la fine dei fondi del Pnrr, mancheranno quasi 30 milioni di euro. Lo riporta il Corriere Fiorentino. 

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