Nel Pd fiorentino si apre un nuovo scenario a pochi mesi dal congresso cittadino: l’ipotesi di una reggenza temporanea per guidare il partito fino all’elezione del nuovo segretario. L’idea, emersa nei tavoli politici e arrivata fino a Roma, prevederebbe un ruolo di “traghettatore” per accompagnare il Pd fino al congresso d’autunno, dopo una fase considerata complessa per il partito.
Tra i nomi circolati c’è quello del deputato Federico Gianassi, ex assessore e figura vicina a diversi esponenti del centrosinistra locale. Secondo i sostenitori, la sua eventuale guida sarebbe subordinata alla condizione dell’unità interna e servirebbe a rilanciare il partito in vista delle prossime scadenze elettorali.
L’ipotesi, però, non è condivisa da tutti. Il presidente della Regione Eugenio Giani esprime perplessità e difende l’attuale segretario uscente Andrea Ceccarelli, ritenendo che possa accompagnare il partito fino al congresso senza necessità di una reggenza. Sullo sfondo si intravedono le tensioni tra diverse anime del Pd e il timore che una nuova leadership possa influenzare gli equilibri futuri, anche in vista delle elezioni del 2029.
Secondo i sostenitori di Gianassi, l’operazione avrebbe invece l’obiettivo di rimettere in moto il partito senza bloccarne il confronto interno. Ma il quadro resta incerto, con resistenze trasversali e posizioni ancora in via di definizione.
Intanto nel centrosinistra regionale si aggiungono altre tensioni: si riaccende il dibattito sulla legge elettorale e sulle regole dei collegi, mentre sul territorio emergono nuove frizioni politiche legate a candidature e alleanze, a conferma di un equilibrio ancora instabile. Lo scrive Repubblica.
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