La Galleria dell’Accademia smentisce richieste formali per l’uso dell’immagine dell’opera: «Nessuna concessione ricevuta». Il caso riaccende la polemica sull’uso “politico” del David tra destra e sinistra

Torna al centro del dibattito politico l’utilizzo dell’immagine del David di Michelangelo, con accuse reciproche tra schieramenti opposti e la Galleria dell’Accademia di Galleria dell’Accademia di Firenze che interviene per fare chiarezza.

La polemica riguarda l’uso dell’iconica opera in contesti politici e promozionali: da un lato il generale e europarlamentare Roberto Vannacci, che ha utilizzato l’immagine in occasione dell’inaugurazione della sede di Futuro Nazionale, dall’altro precedenti iniziative attribuite al centrosinistra, tra cui il Gay Pride 2023 e un evento del Partito Democratico del 2020.

Dopo la diffida ricevuta, Vannacci aveva fatto rimuovere l’immagine dai materiali, sostenendo che il suo utilizzo fosse solo identitario e non commerciale: «era stata posta accanto al simbolo del partito, limitatamente a un oggetto, per ragioni di identificazione e mera appartenenza al territorio fiorentino».

Successivamente, Futuro Nazionale ha chiesto l’accesso agli atti per verificare un possibile “doppio standard” nell’uso dell’opera. Nella richiesta, il responsabile amministrativo Edoardo Ziello cita esplicitamente le precedenti iniziative del Pd e del Gay Pride, definite rispettivamente esempi controversi di utilizzo dell’immagine del David.

La risposta dell’istituto è però netta: «Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta per la concessione d’uso dell’immagine del David nell’ambito degli eventi indicati». La Galleria precisa inoltre di essersi attivata per la tutela dei beni culturali e della loro immagine.

La reazione politica non si fa attendere. Vannacci parla di «un’altra grande battaglia vinta» e accusa la sinistra di aver sollevato una polemica «pretestuosa innescata ad arte». Secondo lui, non ci sarebbe stato alcun uso commerciale dell’opera, ma solo un richiamo simbolico.

Duro anche il commento dei rappresentanti di Futuro Nazionale, che chiedono al sindaco di Sara Funaro di concentrarsi sui problemi cittadini: sicurezza, pulizia e vivibilità, evitando – sostengono – polemiche politiche strumentali.

Il caso, intanto, riapre il tema delicato dell’uso delle opere d’arte iconiche in comunicazione politica, tra libertà di espressione, tutela culturale e rispetto delle norme. Lo scrive la Nazione. 

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