In commissione a Palazzo Vecchio emerge lo stop all’internalizzazione del servizio. Opposizione all’attacco: “Promessa elettorale mancata”

A Firenze si riaccende il dibattito sulla gestione delle mense scolastiche comunali, dopo che in commissione istruzione a Palazzo Vecchio è emerso lo stop all’ipotesi di ritorno in house del servizio.

Secondo quanto illustrato dagli assessori Giovanni Bettarini e Benedetta Albanese, l’internalizzazione delle mense risulterebbe oggi troppo costosa e poco sostenibile rispetto all’attuale sistema di appalto. Una nuova analisi tecnica commissionata dall’amministrazione avrebbe infatti evidenziato forti criticità economiche, ribaltando il parere positivo di uno studio precedente.

Il percorso sulla gestione del servizio era iniziato nel 2021, con la giunta Nardella, e nel tempo erano stati commissionati due studi: uno da circa 70 mila euro favorevole all’internalizzazione e un secondo, dal costo di circa 170 mila euro, che invece ne evidenziava la non convenienza economica. Nel frattempo il Comune ha già avviato una nuova gara d’appalto prevista per marzo 2026.

In commissione, l’opposizione ha contestato la scelta, accusando la giunta di aver disatteso un impegno elettorale. Il consigliere Dmitrij Palagi ha parlato di promessa “svanita” dopo anni di valutazioni e consulenze, mentre esponenti di centrodestra hanno definito la vicenda un fallimento politico.

La maggioranza difende invece il percorso, sottolineando che la priorità resta garantire sostenibilità economica, qualità del servizio e stabilizzazione del personale. La decisione definitiva sulla gestione delle mense resta comunque ancora aperta, tra tensioni politiche e valutazioni tecniche. Lo scrive la Nazione. 

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