Interrogazione dei deputati del Pd Christian Di Sanzo, Marco Furfaro e Irene Manzi, responsabile nazionale scuola dem, al ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara per chiedere attenzione su Prato per quanto riguarda la scuola, visto che il tasso di dispersione è tra più alti fra le grandi città italiane.
"Il governo scrive una legge per l'italiano agli alunni con background migratorio, poi taglia proprio le cattedre che servirebbero a renderla concreta - spiegano i deputati del Pd - Così resta un titolo sui giornali, non uno strumento per le scuole, e la dispersione scolastica aumenta: 500 giovani ogni anno lasciano la scuola, un dato che pesa come un macigno. Una città che da decenni investe sull'integrazione, e che produce dati seri e pubblici, merita un sostegno stabile, non un passo indietro da parte del governo".
La legge 106 del 2024, spiegano, prevede che, nelle classi con molti alunni sotto il livello A2 di italiano, venga assegnato un docente dedicato (la classe di concorso A23). Ma a Prato, denunciano i dem, le cattedre vanno in direzione opposta. Per il 2026/2027 le cattedre A23 in provincia passano da 26 a 19, e di queste soltanto due restano alle superiori. Per il Pd è un taglio che colpisce il territorio dove il bisogno è più alto, nonostante le cattedre assegnate siano già meno di quelle che servirebbero per rispettare i parametri fissati dalla legge stessa.
"Un ragazzo che non conosce la lingua, che resta indietro e che esce dal percorso scolastico è un ragazzo più esposto all'emarginazione - sottolineano - . Per questo insegnare l'italiano non è solo una misura per la scuola, è il primo argine alla dispersione e alla mancata integrazione. E invece Roma taglia proprio lì. Chiediamo a Valditara iniziative urgenti. Servono criteri chiari e proporzionati nell'assegnazione dei docenti A23, a partire dai territori a più alta incidenza di alunni che non parlano bene l'italiano".
"Il governo scrive una legge per l'italiano agli alunni con background migratorio, poi taglia proprio le cattedre che servirebbero a renderla concreta - spiegano i deputati del Pd - Così resta un titolo sui giornali, non uno strumento per le scuole, e la dispersione scolastica aumenta: 500 giovani ogni anno lasciano la scuola, un dato che pesa come un macigno. Una città che da decenni investe sull'integrazione, e che produce dati seri e pubblici, merita un sostegno stabile, non un passo indietro da parte del governo".
La legge 106 del 2024, spiegano, prevede che, nelle classi con molti alunni sotto il livello A2 di italiano, venga assegnato un docente dedicato (la classe di concorso A23). Ma a Prato, denunciano i dem, le cattedre vanno in direzione opposta. Per il 2026/2027 le cattedre A23 in provincia passano da 26 a 19, e di queste soltanto due restano alle superiori. Per il Pd è un taglio che colpisce il territorio dove il bisogno è più alto, nonostante le cattedre assegnate siano già meno di quelle che servirebbero per rispettare i parametri fissati dalla legge stessa.
"Un ragazzo che non conosce la lingua, che resta indietro e che esce dal percorso scolastico è un ragazzo più esposto all'emarginazione - sottolineano - . Per questo insegnare l'italiano non è solo una misura per la scuola, è il primo argine alla dispersione e alla mancata integrazione. E invece Roma taglia proprio lì. Chiediamo a Valditara iniziative urgenti. Servono criteri chiari e proporzionati nell'assegnazione dei docenti A23, a partire dai territori a più alta incidenza di alunni che non parlano bene l'italiano".
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