"Il candidato di centrosinistra ha avuto dieci anni per provare ad attuare il programma con cui si candidò a sindaco per la prima volta nel 2014. Un programma che di fatto non è stato realizzato, se andassimo a confrontare le promesse con quel che è stato effettivamente mantenuto". Così il candidato del centrodestra a sindaco di Prato Gianluca Banchelli.
"Dodici anni fa, nel programma, il candidato del centrosinistra prometteva 'un grande parco urbano attrezzato al posto del vecchio ospedale' - aggiunge in una nota -. Ad oggi, invece, è tutto fermo. Non voglio poi ripetermi sul sottopasso del Soccorso: Biffoni ha voluto com'è noto bloccare e stravolgere totalmente un progetto che sarebbe stato la soluzione migliore. Cercheremo di intervenire sul taglio della città est-ovest con tutti i mezzi possibili, inclusa l'intelligenza artificiale. Non devono essere i cittadini a pagare il prezzo più alto di una scelta scellerata, che spero possa essere almeno bilanciata da nuove piantumazioni nelle zone limitrofe".
Per Banchelli, "allo stesso modo, non voglio affrontare di nuovo l'argomento dell'impiantistica sportiva, perché le vicende relativa agli impianti del nuoto fatiscenti o rimasti a metà ed ai campi sportivi chiusi nei mesi scorsi da Asl per carenze documentali da parte del Comune sono emblematiche". Sul fronte sicurezza, osserva ancora, "il candidato indicava nel 2014 come obiettivi da perseguire 'lo spostamento della caserma della polizia municipale nel cuore del Macrolotto 0 come segnale di legalità': inutile aggiungere che nemmeno questo obiettivo è stato raggiunto.
Ha tenuto, in egual modo, la delega alla sicurezza per cinque anni, senza raggiungere risultati. E sempre nel 2014, era favorevole alla 'fine dell'esperienza dei militari per chiedere più organico alle forze dell'ordine', salvo inalberarsi quando nel 2019 ci fu una prima sospensione in città dell'operazione strade sicure: noi reputiamo che la sicurezza sia fondamentale sempre, e nelle scorse settimane, abbiamo ribadito le nostre proposte". "Noto infine con piacere - conclude Banchelli - che si è 'svegliato' dopo la proposta del sottoscritto di inserire Prato nel Made in Italy in Europa e nel mondo, accorgendosi evidentemente di quanto fosse campata in aria ed inattuabile la sua proposta del brand 'Made in Prato' avanzata nel 2014. Meglio tardi che mai".
"Dodici anni fa, nel programma, il candidato del centrosinistra prometteva 'un grande parco urbano attrezzato al posto del vecchio ospedale' - aggiunge in una nota -. Ad oggi, invece, è tutto fermo. Non voglio poi ripetermi sul sottopasso del Soccorso: Biffoni ha voluto com'è noto bloccare e stravolgere totalmente un progetto che sarebbe stato la soluzione migliore. Cercheremo di intervenire sul taglio della città est-ovest con tutti i mezzi possibili, inclusa l'intelligenza artificiale. Non devono essere i cittadini a pagare il prezzo più alto di una scelta scellerata, che spero possa essere almeno bilanciata da nuove piantumazioni nelle zone limitrofe".
Per Banchelli, "allo stesso modo, non voglio affrontare di nuovo l'argomento dell'impiantistica sportiva, perché le vicende relativa agli impianti del nuoto fatiscenti o rimasti a metà ed ai campi sportivi chiusi nei mesi scorsi da Asl per carenze documentali da parte del Comune sono emblematiche". Sul fronte sicurezza, osserva ancora, "il candidato indicava nel 2014 come obiettivi da perseguire 'lo spostamento della caserma della polizia municipale nel cuore del Macrolotto 0 come segnale di legalità': inutile aggiungere che nemmeno questo obiettivo è stato raggiunto.
Ha tenuto, in egual modo, la delega alla sicurezza per cinque anni, senza raggiungere risultati. E sempre nel 2014, era favorevole alla 'fine dell'esperienza dei militari per chiedere più organico alle forze dell'ordine', salvo inalberarsi quando nel 2019 ci fu una prima sospensione in città dell'operazione strade sicure: noi reputiamo che la sicurezza sia fondamentale sempre, e nelle scorse settimane, abbiamo ribadito le nostre proposte". "Noto infine con piacere - conclude Banchelli - che si è 'svegliato' dopo la proposta del sottoscritto di inserire Prato nel Made in Italy in Europa e nel mondo, accorgendosi evidentemente di quanto fosse campata in aria ed inattuabile la sua proposta del brand 'Made in Prato' avanzata nel 2014. Meglio tardi che mai".
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