"Come da copione e come abbiamo avvertito da settimane lanciando l'allarme, il primo giorno di chiusura di Ponte al Pino per i lavori di sostituzione dell'infrastruttura hanno prodotto il caos traffico già dalle 8 di stamattina, con criticità concentrate soprattutto nell'area di piazza delle Cure, viale dei Mille e viali direzione piazza Alberti. Il Comune di Firenze se ne è lavato le mani, limitandosi a lanciare inviti a portare pazienza e a non utilizzare l'auto". Così, in una nota, i capigruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella e a Palazzo Vecchio, Alberto Locchi.
"Ci sono difficoltà anche per il passaggio dei mezzi di soccorso, con ambulanze costrette a procedere a rilento nonostante le sirene accese. È mancata, come al solito, la programmazione da parte di Palazzo Vecchio: in una città già intasata dai cantieri della tramvia, occorreva aspettare almeno la chiusura delle scuole, il 10 giugno, per mitigare almeno un po' gli effetti", proseguono sottolineando che: "Oltre all'aspetto del caos traffico c'è un altro aspetto molto importante legato alla chiusura di Ponte al Pino per quattro mesi: l'impatto sulle attività commerciali. Molti negozi e locali sono destinati a vedere ridotta significativamente la propria attività e a perdere clienti per tutta la durata dei lavori. Rfi ha stanziato 1 milione e 300 mila euro come compensazione ai disagi subiti dalla città, verranno usati per pedonalizzare via Pacinotti, ma non basta: è urgente utilizzare questi fondi e stanziarne altri per dare ristori ai negozi e alle attività che dimostreranno un calo degli incassi". Per Stella e Locchi: "Non è accettabile che quando ci sono lavori e cantieri, a Firenze, oltre al disagio per i cittadini, ci debbano rimettere sempre i titolari e i dipendenti degli esercizi commerciali".
"Ci sono difficoltà anche per il passaggio dei mezzi di soccorso, con ambulanze costrette a procedere a rilento nonostante le sirene accese. È mancata, come al solito, la programmazione da parte di Palazzo Vecchio: in una città già intasata dai cantieri della tramvia, occorreva aspettare almeno la chiusura delle scuole, il 10 giugno, per mitigare almeno un po' gli effetti", proseguono sottolineando che: "Oltre all'aspetto del caos traffico c'è un altro aspetto molto importante legato alla chiusura di Ponte al Pino per quattro mesi: l'impatto sulle attività commerciali. Molti negozi e locali sono destinati a vedere ridotta significativamente la propria attività e a perdere clienti per tutta la durata dei lavori. Rfi ha stanziato 1 milione e 300 mila euro come compensazione ai disagi subiti dalla città, verranno usati per pedonalizzare via Pacinotti, ma non basta: è urgente utilizzare questi fondi e stanziarne altri per dare ristori ai negozi e alle attività che dimostreranno un calo degli incassi". Per Stella e Locchi: "Non è accettabile che quando ci sono lavori e cantieri, a Firenze, oltre al disagio per i cittadini, ci debbano rimettere sempre i titolari e i dipendenti degli esercizi commerciali".
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