AGGIORNATA - "La richiesta della sindaca Sara Funaro di accelerare il percorso della delibera per estendere le aree anche fuori area Unesco per lo stop a nuove attività di affitti brevi è legittima. L'auspicio è che Firenze faccia da apripista anche per altre città. Ai gruppi di opposizione di destra che contestano l'iter accelerato per arrivare all'approvazione della delibera replichiamo che stiamo intervenendo grazie ad una legge regionale mentre manca ancora un intervento nazionale". È quanto dichiarano i consiglieri del Pd a Palazzo Vecchio Luca Milani, Cristiano Balli e Alessandra Innocenti in replica alle dichiarazioni del centrodestra.
"Sono proprio quei consiglieri di quei gruppi politici che contestano la scelta di arrivare velocemente ad una regolamentazione degli affitti brevi in tutta la città - osservano Milani, Balli e Innocenti - che non si sono mai fatti carico di chiedere ai loro referenti al Governo ed in Parlamento di dare seguito ad un quadro normativo nazionale che consenta alle città di affrontare in modo efficace il tema degli affitti brevi". Secondo gli esponenti dem "parlare di forzature da parte dei gruppi di destra è sorprendente, visto che il Governo su questo tema non è voluto intervenire".
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AGGIORNATA - Tra le altre reazioni dei consiglieri di opposizione Francesco Casini e Francesco Grazzini (Italia Viva) in una nota sottolineato che "la forzatura messa in atto dall'amministrazione comunale di Firenze è profondamente ideologica. Una delibera che arriva oggi, viene discussa nel giro di due giorni e approvata in pochissimo tempo, senza confronto, senza possibilità di approfondimento, senza capire i risvolti e gli effetti sulle famiglie fiorentine".
"La nostra impressione - aggiungono - è che manchi completamente una visione urbanistica complessiva della città e delle sue trasformazioni sociali ed economiche. Si procede soltanto con un accanimento ideologico contro gli affitti brevi, senza distinguere minimamente tra le grandi società che gestiscono centinaia di appartamenti e le famiglie che magari possiedono uno o due immobili e che hanno costruito su questi investimenti anche la propria stabilità economica, spesso affrontando mutui e sacrifici".
Secondo Casini e Grazzini "Il problema dell'abitare a Firenze non si risolve accanendosi contro chi ha legittimamente deciso di mettere a reddito una proprietà. Serve invece una strategia articolata e seria che intervenga contemporaneamente sull'edilizia popolare, sull'edilizia convenzionata, sugli affitti calmierati, sul recupero degli immobili sfitti e sul sostegno alle giovani coppie e ai lavoratori".
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“Questa forzatura messa in atto dall’amministrazione comunale di Firenze ci pare davvero forte e profondamente ideologica. Una delibera che arriva oggi, viene discussa nel giro di due giorni e approvata in pochissimo tempo, senza confronto, senza possibilità di approfondimento, senza capire i risvolti e gli effetti sulle famiglie fiorentine”.
Lo dichiarano Francesco Casini e Francesco Grazzini consiglieri comunali di IV - Casa Riformista.
"Sono proprio quei consiglieri di quei gruppi politici che contestano la scelta di arrivare velocemente ad una regolamentazione degli affitti brevi in tutta la città - osservano Milani, Balli e Innocenti - che non si sono mai fatti carico di chiedere ai loro referenti al Governo ed in Parlamento di dare seguito ad un quadro normativo nazionale che consenta alle città di affrontare in modo efficace il tema degli affitti brevi". Secondo gli esponenti dem "parlare di forzature da parte dei gruppi di destra è sorprendente, visto che il Governo su questo tema non è voluto intervenire".
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AGGIORNATA - Tra le altre reazioni dei consiglieri di opposizione Francesco Casini e Francesco Grazzini (Italia Viva) in una nota sottolineato che "la forzatura messa in atto dall'amministrazione comunale di Firenze è profondamente ideologica. Una delibera che arriva oggi, viene discussa nel giro di due giorni e approvata in pochissimo tempo, senza confronto, senza possibilità di approfondimento, senza capire i risvolti e gli effetti sulle famiglie fiorentine".
"La nostra impressione - aggiungono - è che manchi completamente una visione urbanistica complessiva della città e delle sue trasformazioni sociali ed economiche. Si procede soltanto con un accanimento ideologico contro gli affitti brevi, senza distinguere minimamente tra le grandi società che gestiscono centinaia di appartamenti e le famiglie che magari possiedono uno o due immobili e che hanno costruito su questi investimenti anche la propria stabilità economica, spesso affrontando mutui e sacrifici".
Secondo Casini e Grazzini "Il problema dell'abitare a Firenze non si risolve accanendosi contro chi ha legittimamente deciso di mettere a reddito una proprietà. Serve invece una strategia articolata e seria che intervenga contemporaneamente sull'edilizia popolare, sull'edilizia convenzionata, sugli affitti calmierati, sul recupero degli immobili sfitti e sul sostegno alle giovani coppie e ai lavoratori".
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“Questa forzatura messa in atto dall’amministrazione comunale di Firenze ci pare davvero forte e profondamente ideologica. Una delibera che arriva oggi, viene discussa nel giro di due giorni e approvata in pochissimo tempo, senza confronto, senza possibilità di approfondimento, senza capire i risvolti e gli effetti sulle famiglie fiorentine”.
Lo dichiarano Francesco Casini e Francesco Grazzini consiglieri comunali di IV - Casa Riformista.
“La nostra impressione è che manchi completamente una visione urbanistica complessiva della città e delle sue trasformazioni sociali ed economiche. Si procede soltanto con un accanimento ideologico contro gli affitti brevi, senza distinguere minimamente tra le grandi società che gestiscono centinaia di appartamenti e le famiglie che magari possiedono uno o due immobili e che hanno costruito su questi investimenti anche la propria stabilità economica, spesso affrontando mutui e sacrifici”.
“Il problema dell’abitare a Firenze non si risolve accanendosi contro chi ha legittimamente deciso di mettere a reddito una proprietà. Serve invece una strategia articolata e seria che intervenga contemporaneamente sull’edilizia popolare, sull’edilizia convenzionata, sugli affitti calmierati, sul recupero degli immobili sfitti e sul sostegno alle giovani coppie e ai lavoratori”.
“Abbiamo inoltre l’impressione che su questo tema si stiano concentrando energie enormi, mentre altre grandi sfide della città vengono spesso lasciate indietro. Firenze ha bisogno di affrontare con la stessa determinazione i problemi della sicurezza urbana, della manutenzione, del decoro, della mobilità, del commercio di vicinato e dei servizi nei quartieri”.
“Il rischio è quello di dare vita a una misura fortemente simbolica e ideologica, senza affrontare davvero le cause profonde della crisi abitativa e senza una reale distinzione tra speculazione e piccolo proprietario”.
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