La decisione della commissione Sviluppo economico di Palazzo Vecchio di estendere il blocco ai nuovi affitti brevi turistici anche al di fuori del centro storico Unesco accende lo scontro politico in città. A lanciare un durissimo atto d'accusa contro la delibera del Comune è Marco Stella, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Toscana, che parla di conseguenze disastrose per l'economia e l'occupazione cittadina.
Secondo l'esponente degli azzurri, i nuovi paletti finiranno per penalizzare la stragrande maggioranza dei proprietari fiorentini, creando una forte disparità di trattamento tra i cittadini a seconda del quartiere in cui risiedono.
L'impatto economico: "A rischio miliardi di Pil e l'imposta di soggiorno"
Il capogruppo di Forza Italia contesta radicalmente i numeri e la visione strategica della delibera, evidenziando il valore della filiera dell'ospitalità extralberghiera per le casse pubbliche e per le famiglie.
"Con l'estensione dei paletti per gli affitti brevi anche fuori dal centro storico, misura che riguarderà oltre l'80% delle abitazioni fiorentine, aumenteranno ancora le conseguenze disastrose per Firenze, in termini di perdita di posti di lavoro e ricchezza — attacca Marco Stella —. Senza contare quello che il Comune perderà in termini di introiti dalla tassa di soggiorno. Rinunciare agli affitti brevi significa rinunciare a 3,5 miliardi di Pil in questa città e a decine di milioni di euro di imposta di soggiorno. Gli affitti brevi sono uno degli ultimi ammortizzatori sociali rimasti, oltretutto, e a Firenze coinvolgono 30.000 persone. Rinunciare a tutto questo è autolesionistico".
Un'area di divieto da 16 chilometri quadrati: l'ipotesi dei ricorsi
Stella definisce i provvedimenti della giunta fiorentina come "decisioni ideologiche, controproducenti e dannose per Firenze sotto ogni profilo, frutto di una mentalità nemica della libera iniziativa e della proprietà privata", auspicando un futuro intervento dei giudici del Tar per ribaltare la scelta del Comune.
I dati snocciolati dal capogruppo regionale tratteggiano una mappa del divieto estremamente vasta: la nuova misura urbanistica andrà infatti a interessare "un'area di oltre 16 chilometri quadrati che comprende più di 103 mila abitazioni". Un perimetro così ampio che, secondo Forza Italia, solleva pesanti dubbi di legittimità: "Crea una disparità giuridica tra i residenti fiorentini su cui dovrà essere fatta assoluta chiarezza a livello legale".
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