Dopo la perizia sulla sicurezza idraulica del territorio, cresce la rabbia dei cittadini di Campi Bisenzio: “Siamo stati dimenticati”

Una parte dei cittadini riuniti nel comitato “Alluvione Campi 2023” sta valutando la possibilità di avviare un’azione legale contro la Regione Toscana. L’ipotesi nasce dalla delusione per i rimborsi attesi dopo l’alluvione del novembre 2023 e dalle conclusioni di una perizia tecnica commissionata e finanziata dagli stessi residenti, che ha analizzato un secolo di interventi sulla sicurezza idraulica del territorio.

Secondo il documento, il sistema formato dal fiume Bisenzio e dai suoi affluenti presenta una forte vulnerabilità, con ampie aree classificate a rischio elevato o molto elevato. A rafforzare le convinzioni del comitato sono state anche alcune recenti dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, durante un sopralluogo sul torrente Marina, uno dei corsi d’acqua protagonisti dell’alluvione. Per i cittadini, quelle parole confermerebbero che interventi realizzati dopo il disastro avrebbero potuto essere effettuati già negli anni precedenti.

Il presidente del comitato, Marco Celli, sostiene che il torrente Marina non sia semplicemente esondato, ma che abbia ceduto a causa del collasso degli argini, una distinzione che, a suo giudizio, richiama precise responsabilità in termini di manutenzione e prevenzione. Secondo il comitato, già nel 2014 erano stati segnalati problemi su quel tratto senza che venissero adottate soluzioni definitive. Per questo motivo l’idea di una causa legale sta prendendo sempre più consistenza tra i cittadini coinvolti, che lamentano di essere stati lasciati soli dopo l’emergenza. Lo scrive la Nazione. 

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