La Toscana si schiera in prima linea contro l’ipotesi di utilizzare parte dei fondi europei di coesione per finanziare interventi legati all’emergenza energetica. A ribadire la contrarietà della Regione è il presidente Eugenio Giani, che difende le risorse già programmate per investimenti sul territorio e invita a non modificarne la destinazione a pochi mesi dalla conclusione dell’attuale ciclo di programmazione europea.
La discussione nasce dalla possibilità, avanzata a livello comunitario, di consentire agli Stati membri di riprogrammare una parte delle risorse della politica di coesione 2021-2027 per sostenere misure contro il caro energia. Un’ipotesi che potrebbe essere formalizzata nelle prossime settimane dal vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto.
Per Giani si tratterebbe di una scelta sbagliata. «Queste risorse permettono di sviluppare politiche fondamentali per il territorio», sostiene il governatore, ricordando che la Toscana dispone di circa 3,3 miliardi di euro di fondi strutturali europei nel periodo 2021-2027. Tra questi figurano oltre un miliardo di euro del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), utilizzati per sostenere imprese, interventi di efficientamento energetico, infrastrutture e trasporto pubblico.
Secondo il presidente della Regione, rimettere in discussione programmi già avviati significherebbe compromettere investimenti destinati all’ambiente, alla mobilità sostenibile e allo sviluppo economico. «A metà del percorso sarebbe difficile e poco opportuno modificare la destinazione di risorse che stanno già producendo effetti concreti», è la posizione espressa da Palazzo Strozzi Sacrati.
Sul tema interviene anche Emiliano Fossi, che definisce l’operazione «assurda» e critica l’ipotesi di utilizzare fondi destinati alla crescita territoriale per fronteggiare emergenze contingenti. Dello stesso avviso anche la Cgil, secondo cui i fondi di coesione non possono trasformarsi in una sorta di riserva da utilizzare ogni volta che emerge una nuova criticità.
La questione è destinata a restare al centro del confronto tra Bruxelles, Governo e Regioni. Anche l’europarlamentare Dario Nardella annuncia battaglia sul futuro bilancio europeo, sostenendo che la redistribuzione delle risorse rischierebbe di innescare una competizione tra territori già alle prese con esigenze economiche e sociali complesse.
Per la Toscana, dunque, la linea è chiara: i fondi di coesione devono continuare a finanziare opere pubbliche, innovazione, sostegno alle imprese e servizi ai cittadini, senza essere dirottati verso altri obiettivi. Lo scrive Repubblica Firenze.
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