Polemica e indignazione a Firenze per alcune scritte minacciose comparse in un sottopasso di Campo di Marte e rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A denunciare pubblicamente l'episodio è stato il consigliere di Fratelli d’Italia del Quartiere 2, Simone Sollazzo, che ha chiesto l’immediata rimozione dei graffiti e una presa di posizione istituzionale.
«Un episodio vergognoso» ha dichiarato Sollazzo, sottolineando come il dissenso politico non possa mai trasformarsi in odio o minacce. «In democrazia si può criticare un governo o contestare un avversario politico, ma non si possono alimentare intimidazioni e violenza».
Sulla vicenda sono stati avviati accertamenti da parte della Digos, che sta cercando di risalire agli autori delle scritte anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Al momento non è stata accertata la data esatta in cui i graffiti sono stati realizzati.
La condanna è arrivata anche dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro, che ha definito «inaccettabili» le minacce rivolte alla premier. «La politica può e deve essere confronto, ma mai odio e violenza. Il rispetto per le persone e per le istituzioni non può venire meno, indipendentemente dal colore politico», ha affermato.
La prima cittadina ha inoltre annunciato che Palazzo Vecchio ha già attivato le procedure per la cancellazione delle scritte. «Difendere il dibattito democratico significa condannare senza esitazioni ogni forma di intimidazione e violenza politica. A Giorgia Meloni va la mia solidarietà», ha aggiunto.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Torselli, che ha parlato di «ennesimo gesto vile» avvenuto proprio nel giorno della Festa della Repubblica. «Un episodio che nulla ha a che vedere con il dissenso politico e che merita una condanna netta e unanime», ha dichiarato.
L’episodio riaccende il dibattito sul clima politico e sul rispetto delle istituzioni, mentre proseguono le indagini per individuare i responsabili delle scritte.
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