La discussione sugli affitti brevi si arricchisce di un nuovo elemento: l’impatto che le grandi opere in programma avranno sulla geografia urbana di Firenze nei prossimi anni. A sostenerlo è il consigliere comunale Draghi, che spiega le ragioni dell’emendamento presentato durante il percorso della delibera in discussione a Palazzo Vecchio.
Draghi racconta di aver approfondito il tema confrontandosi direttamente con il professor Filippo Celata, autore dello studio che ha fornito la base scientifica per l’estensione dei divieti agli affitti brevi in numerose strade della città. Il punto centrale riguarda la possibilità che il fenomeno dell’overtourism si sposti progressivamente verso quartieri oggi considerati marginali ma destinati a diventare strategici grazie alle nuove infrastrutture.
Secondo il consigliere, entro il 2030 l’apertura della stazione Alta Velocità Foster, il potenziamento dell’aeroporto di Peretola e l’entrata in funzione delle nuove linee tramviarie potrebbero modificare profondamente l’attrattività di diverse aree urbane, incidendo non solo sul mercato immobiliare ma anche sulla qualità della vita dei residenti.
A sostegno della sua tesi, Draghi cita il caso di Quaracchi, quartiere attualmente escluso dalle ultime restrizioni sugli affitti turistici. “Conosco persone alle quali è già stata chiesta la disponibilità della propria abitazione”, osserva, indicando come il mercato stia iniziando a muoversi in anticipo rispetto alle trasformazioni infrastrutturali previste.
Da qui la decisione di presentare un emendamento volto a tenere conto non soltanto della situazione attuale, ma anche degli scenari futuri. Pur riconoscendo le posizioni consolidate del proprio partito sul tema, il consigliere sostiene che una corretta pianificazione urbanistica debba anticipare i fenomeni e regolamentarli prima che producano effetti difficilmente gestibili.
Per Draghi, quindi, la sfida non è soltanto affrontare l’overtourism presente oggi, ma prevenire quello che potrebbe svilupparsi domani nei nuovi poli urbani destinati a nascere attorno alle principali infrastrutture della Firenze del prossimo decennio. Lo scrive la Nazione.
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