A sorprendere è soprattutto l’apertura di alcuni esponenti del partito della premier Giorgia Meloni verso misure più restrittive per contrastare l’overtourism e favorire il ritorno della residenza nei quartieri cittadini. Tra questi figurano il consigliere regionale Diego Petrucci e il vicepresidente del Consiglio comunale di Firenze Alessandro Draghi.
Proprio Draghi ha presentato un emendamento che propone di estendere i divieti anche alle aree vicine all’aeroporto di Peretola e alla futura stazione Alta Velocità Foster. Una proposta che potrebbe portarlo persino a votare a favore della delibera o quantomeno ad astenersi.
Anche Eike Schmidt, già candidato sindaco del centrodestra alle ultime amministrative, starebbe valutando una posizione meno rigida rispetto al passato. Pur evidenziando limiti e criticità del provvedimento, Schmidt ritiene che la regolamentazione degli affitti brevi possa rappresentare un primo passo per affrontare il problema della riduzione della residenza e dell’eccessiva pressione turistica in alcune zone della città.
Una posizione che trova però forti resistenze nel resto della coalizione. In Fratelli d’Italia si schierano contro nuove limitazioni esponenti come Giovanni Gandolfo e Angela Sirello. Contrari anche l’eurodeputato Francesco Torselli e il responsabile nazionale Turismo di FdI Gianluca Caramanna, che ribadiscono la linea del partito favorevole alla regolamentazione ma non ai divieti.
Sulla stessa posizione si collocano anche Marco Stella per Forza Italia e Guglielmo Mossuto per la Lega, che difendono il ruolo economico delle locazioni turistiche brevi e contestano ulteriori restrizioni.
Nel frattempo, in Regione Toscana è arrivato il via libera in commissione a una norma che esclude gli affittacamere e i bed and breakfast già esistenti dall’obbligo di cambio di destinazione d’uso da residenziale a ricettiva.
La discussione sugli affitti brevi si conferma così uno dei temi più divisivi del momento, capace di ridisegnare equilibri politici e alleanze ben oltre i tradizionali confini tra destra e sinistra. Lo scrive Repubblica Firenze.
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