La discussione sull’estensione del blocco ai nuovi affitti turistici brevi fuori dall’area UNESCO è stata accompagnata da forti tensioni politiche in Consiglio comunale. A far esplodere la polemica è stato un intervento del consigliere di Noi Moderati Luca Santarelli, che ha rimproverato la sindaca Sara Funaro per il modo in cui entra in aula, affermando che il suo comportamento «fa bene agli interni coscia ma molto male al rispetto dovuto per l’aula».
Le parole hanno provocato immediato imbarazzo tra i consiglieri. Il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione è intervenuto chiedendo di mantenere toni rispettosi, mentre la replica della sindaca è arrivata poco dopo. Funaro ha definito la frase «sessista a tutti gli effetti», sottolineando come difficilmente un simile riferimento sarebbe stato rivolto a un sindaco uomo e invitando tutti al rispetto delle persone e delle istituzioni.
Santarelli ha respinto le accuse, sostenendo che chi interpreta le sue parole come sessiste agisce in malafede e cerca di distogliere l’attenzione dai problemi della città.
Dopo il duro scontro iniziale, il clima si è in parte disteso grazie a un confronto più cordiale tra la sindaca e il leader della Lista Schmidt, Eike Schmidt. Tra sorrisi e battute, Funaro ha invitato l’ex candidato sindaco a prendere un caffè per approfondire il tema della delibera. Schmidt ha raccontato che la sindaca gli avrebbe spiegato come il provvedimento rappresenti soltanto il primo passo di un percorso più ampio.
Sul piano politico, però, il voto ha evidenziato profonde divisioni. Italia Viva, con Francesco Casini e Francesco Grazzini, ha votato contro la delibera, mentre il Movimento 5 Stelle, con Lorenzo Masi, si è astenuto. Una scelta che ha spinto i consiglieri di AVS-Ecolò Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzolo a dichiarare impossibile qualsiasi ipotesi di allargamento della maggioranza verso Iv e M5S.
Pronta la replica dei renziani, che hanno rivendicato la distanza politica dagli esponenti della sinistra ecologista. Anche nel centrodestra non sono mancate le tensioni: in Fratelli d’Italia Alessandro Draghi ha ritirato un emendamento che chiedeva di estendere ulteriormente il blocco, mentre altri consiglieri del partito hanno definito la delibera «iniqua e penalizzante», accusando l’amministrazione di comprimere il diritto di proprietà senza risolvere il problema della casa.
Critiche sono arrivate anche da Forza Italia, dalla Lista Schmidt, dalla Lega e da Sinistra Progetto Comune. Cecilia Del Re ha parlato di misure «deboli», sostenendo che il fenomeno rischia soltanto di spostarsi in altre zone della città.
Di segno opposto il giudizio del Partito Democratico, che ha difeso il provvedimento come un tentativo concreto di ristabilire un equilibrio tra rendita immobiliare e diritto all’abitare, auspicando che Firenze possa diventare un modello anche per altre città italiane. Lo scrive la Nazione.
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