Un servizio atteso da tempo e destinato a cambiare le abitudini di mobilità dei fiorentini. L’avvio della nuova rete di collegamenti pubblici notturni viene presentato da Palazzo Vecchio come uno dei progetti più significativi per migliorare la qualità della vita in città e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico anche dopo il tramonto.
L’amministrazione comunale parla di un impegno mantenuto e di un primo passo verso un modello di mobilità più moderno e sostenibile.
«Una promessa mantenuta. Un inizio, un progetto sperimentale che sarà monitorato per verificarne il grado di utilizzo ed eventualmente migliorarlo», viene spiegato dal Comune.
L’obiettivo è quello di offrire ai cittadini una valida alternativa all’auto privata, garantendo collegamenti anche nelle fasce orarie tradizionalmente meno servite dal trasporto pubblico.
Secondo l’amministrazione, infatti, la qualità della vita di una città passa anche dalla capacità di assicurare spostamenti efficienti e accessibili a tutte le ore del giorno.
«La qualità della vita di una città si misura anche sui servizi di mobilità pubblica che offre; per questo il trasporto pubblico rappresenta una nostra priorità per una città moderna e più vivibile», sottolinea Palazzo Vecchio.
Il nuovo servizio, che collegherà centro, quartieri periferici e comuni dell’area metropolitana attraverso linee diametrali, radiali e trasversali, sarà inizialmente sottoposto a una fase di monitoraggio. I dati sull’utilizzo e le esigenze degli utenti serviranno infatti a valutare eventuali correttivi e potenziamenti.
L’ambizione dichiarata è quella di avvicinare Firenze ai modelli delle principali città europee, dove gli spostamenti con autobus e mezzi pubblici rappresentano una possibilità concreta anche nelle ore notturne.
«Con questo progetto facciamo un deciso passo avanti verso una dimensione europea in cui anche di notte ci si sposta con i mezzi pubblici», conclude l’amministrazione.
Un cambiamento che punta a migliorare non soltanto la mobilità urbana, ma anche la sicurezza, l’accessibilità agli eventi culturali e la vivibilità complessiva della città. Lo scrive la Nazione.
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