La svolta impressa dal direttore Simone Verde segna una nuova fase. La Villa Medicea di Careggi non sarà più l’“Uffizi 2”, ma un polo dedicato all’arte contemporanea

Gli Uffizi Diffusi, così come erano stati concepiti durante la direzione di Eike Schmidt, sembrano ormai appartenere al passato. Il progetto nato nel 2021 per portare opere delle Gallerie degli Uffizi nei piccoli musei e nei borghi della Toscana, con l’obiettivo di alleggerire la pressione turistica su Firenze e valorizzare il territorio, sta lasciando spazio a una nuova visione promossa dall’attuale direttore Simone Verde.

A confermare il cambio di rotta è anche il futuro della Villa Medicea di Careggi, che non ospiterà più il progetto “Uffizi 2” immaginato negli anni scorsi. La struttura sarà invece destinata a grandi esposizioni e installazioni di arte contemporanea, in un percorso condiviso tra Ministero della Cultura e Regione Toscana. Una scelta che segna il passaggio da una logica di diffusione dei capolavori rinascimentali a una valorizzazione autonoma degli spazi culturali sul territorio.

Nonostante il successo ottenuto dal progetto originario, con oltre trenta mostre organizzate e migliaia di visitatori registrati nei piccoli centri toscani, la nuova direzione ritiene che il contesto turistico sia cambiato e che sia necessario puntare maggiormente sul rigore scientifico e sulla qualità delle iniziative. I prestiti di opere agli enti locali continueranno, ma saranno valutati caso per caso e subordinati a precise garanzie di sicurezza e conservazione. Nel frattempo risultano congelati anche i progetti legati ai cosiddetti “Nuovi Uffizi Diffusi” e a Terre degli Uffizi, sviluppati insieme a Fondazione CR Firenze. Una nuova fase, dunque, che mantiene vivo il legame tra gli Uffizi e il territorio toscano, ma con modalità e obiettivi profondamente diversi rispetto al passato.



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