Lo storico dell’arte attacca il nuovo Cda scelto dal ministero: «Non è egemonia culturale, ma lottizzazione». La replica del ministro Giuli: «Accuse pretestuose»

Lo storico dell’arte e rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, ha annunciato le proprie dimissioni dal comitato scientifico delle Gallerie degli Uffizi durante una trasmissione televisiva, contestando duramente le nomine del nuovo consiglio di amministrazione dell’istituzione museale. Secondo Montanari, la composizione del nuovo organo sarebbe espressione di una logica di appartenenza politica più che di competenza nel settore culturale.

Nel suo intervento, Montanari ha criticato la scelta dei nuovi componenti del Cda, sostenendo che si tratti di una forma di «lottizzazione del patrimonio culturale». Lo storico dell’arte ha inoltre sollevato dubbi sulla nomina di Carmen Bambach, evidenziando un possibile conflitto d’interessi legato al suo ruolo al Metropolitan Museum of Art e ai rapporti tra l’istituzione americana e gli Uffizi in materia di prestiti di opere.

Le nomine contestate riguardano, oltre a Bambach, anche Alessandro Campi, Carlo Deodato e Stefano Mugnai, designati dal ministro della Cultura Alessandro Giuli per il mandato 2026-2031. Dal ministero è arrivata una pronta replica: Giuli ha definito le motivazioni delle dimissioni «pretestuose e deludenti», respingendo le accuse mosse da Montanari. Lo scrive la Nazione. 

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