Approda in Consiglio regionale il caso della residenza universitaria Residenza Calamandrei, dove per quasi venti giorni centinaia di studenti sono stati costretti a utilizzare docce allestite in container e bagni chimici esterni a causa di un guasto agli impianti. A sollevare la questione è stata un’interrogazione di Fratelli d’Italia, presentata dal consigliere Matteo Zoppini, che ha chiesto chiarimenti sulle cause dell’accaduto e sulle eventuali responsabilità nella gestione della struttura.
A rispondere è stata l’assessora regionale con delega all’Università, Cristina Manetti, che ha ricordato come il sistema del diritto allo studio universitario in Toscana gestisca quasi 5.000 posti letto in edifici spesso datati e complessi. Sul caso specifico del Calamandrei, Manetti ha spiegato che il problema è stato causato da un guasto al sistema di pompaggio che alimenta i piani superiori della residenza e che gli interventi di riparazione hanno comportato una spesa di circa 30 mila euro.
La replica di Zoppini è stata dura. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha parlato di strutture spesso in condizioni critiche e ha contestato il basso livello di investimenti effettivamente realizzati rispetto a quelli programmati da Ardsu. Inoltre, ha sollevato dubbi sull’origine del guasto, chiedendo di verificare un possibile collegamento con alcuni lavori effettuati da Publiacqua a metà maggio. FdI ha annunciato la richiesta delle relazioni tecniche per accertare se vi siano state eventuali responsabilità o negligenze nella gestione dell’emergenza. Lo scrive la Nazione.
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