L'abate di San Miniato chiede una pausa di riflessione sulle trasformazioni di Firenze. Funaro raccoglie l'appello: «Stiamo già lavorando a questa iniziativa». Intanto si valuta un accesso alternativo al cantiere dell'ex caserma Costa San Giorgio

Dopo gli interventi del cosiddetto "comitato dei nobili" e degli ex assessori della giunta Domenici, anche padre Bernardo Gianni torna a richiamare l'attenzione sul futuro urbanistico di Firenze. A margine di un evento a Palazzo Vecchio, l'abate di San Miniato al Monte ha proposto l'organizzazione di veri e propri Stati generali dell'urbanistica, coinvolgendo istituzioni, cittadini e quartieri nelle grandi scelte che attendono la città. «Secondo me Firenze avrebbe bisogno di una sorta di Stati generali dell'urbanistica, anzitutto per sentire un po' la voce del popolo, dei quartieri, dei rioni che costituiscono l'anima della nostra città», ha spiegato.

Per padre Bernardo il tema va oltre le singole opere e riguarda il modello di sviluppo da costruire nei prossimi anni. Da qui l'invito a una fase di ascolto e confronto: «È bene che coloro che ci governano abbiano una sorta di armonia senza la quale c'è da aspettarsi dissonanze più strane». L'abate ha richiamato anche il valore del dialogo tra posizioni differenti: «L'unità non significa omogeneizzazione dei pensieri e delle posizioni, ma quantomeno uno sforzo di concertazione e un ritornare a riconoscere l'essenziale del bene comune». Un appello rivolto anche alle future generazioni, chiamate un giorno a giudicare le scelte compiute oggi.

La sindaca Sara Funaro ha accolto positivamente la proposta, sottolineando come l'amministrazione stia già lavorando a un'iniziativa analoga. «È positivo che padre Bernardo apprezzi, condivida e rilanci un'idea che già avevamo annunciato, quella di organizzare a Firenze gli Stati Generali dell'Urbanistica», ha dichiarato. L'obiettivo è promuovere un confronto ampio tra amministratori, tecnici e realtà territoriali per delineare una visione condivisa dello sviluppo della città.

Sul fronte delle trasformazioni urbane resta aperto anche il dossier dell'ex caserma di Costa San Giorgio. Palazzo Vecchio sta infatti valutando la richiesta della proprietà del futuro resort di lusso, riconducibile all'imprenditore argentino Alfredo Lowenstein, di utilizzare una viabilità alternativa attraverso l'area di Forte Belvedere per l'accesso al cantiere. Rispondendo in Consiglio comunale a un'interrogazione del capogruppo di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, l'assessore Giovanni Bettarini ha spiegato che si tratta di «una prima valutazione informale». «L'area ha bisogno di organizzarsi dal punto di vista della raggiungibilità. Nella convenzione è già previsto che la futura attività venga rifornita attraverso il passaggio da Forte Belvedere. È in atto una valutazione», ha precisato. La decisione definitiva dipenderà dagli approfondimenti tecnici sull'impatto della soluzione in un'area particolarmente delicata dal punto di vista urbanistico e monumentale. Lo scrive la Nazione. 

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