"Il nostro è un contributo propositivo verso l'amministrazione comunale, affinché si produca una svolta urbanistica nella città di Firenze. Le criticità dell'urbanistica sono evidenti e uno dei temi che trattiamo è quello della partecipazione: le istituzioni raccolgono le posizioni dei cittadini ma molto spesso ci si ferma qui, si fa una semplice raccolta delle proposte". Lo ha dichiarato il professor Alberto Di Cintio, audito dalla commissione affari istituzionali di Palazzo Vecchio, presieduta da Lorenzo Masi (M5s). Di Cintio è uno dei firmata del documento 'Per una svolta urbanistica a Firenze', elaborato nel settembre scorso.
Secondo Di Cintio "non c'è un buon rapporto di scambio, incontro, condivisione, ascolto tra il civismo fiorentino e le istituzioni pubbliche", "vogliamo che la partecipazione sia cogente, molto spesso quello che emerge dalla partecipazione pubblica non viene realizzato e ascoltato". Di Cintio ha ricordato anche che in passato "ci sono episodi positivi di partecipazione civica in rapporto con l'amministrazione ma alla fine non c'è una rendicontazione finale di questo lavoro. Ed è frustrante per i cittadini". Tra i temi affrontati anche quello "dei rioni, siamo d'accordo perché il decentramento venga profondamente rivisitato. La storia di Firenze è fatta di rioni, sono ancora molti in città: tra vecchi e nuovi, sono circa un centinaio i rioni fiorentini".
A intervenire è stato anche Mario Bencivenni di Italia Nostra Firenze secondo cui "è fondamentale la partecipazione, è trasversale alle varie problematiche dell'amministrazione cittadina. Ci sembra che la commissione abbia avviato questo percorSo, lo riteniamo importante. A Firenze abbiamo un ritardo grosso rispetto ad altre città come Bologna, Torino, Prato". "La partecipazione non può essere confusa con informazione o consultazione - ha concluso Bencivenni -. La partecipazione è vera quando i cittadini decidano non di esprimersi per fare le critiche ma nella formazione degli atti".
Sia Di Cintio che Bencivenni hanno proposto un Consiglio comunale aperto sul tema. "Ho ricevuto la richiesta di un Consiglio aperto - ha commentato il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, presente ai lavori della commissione -. Porrò la questione in una prossima conferenza dei capigruppo proponendo anche una mia proposta su come affrontare la questione in considerazione del fatto che i consigli comunali aperti sono diversi rispetto ai consigli di quartiere aperti".
Secondo Di Cintio "non c'è un buon rapporto di scambio, incontro, condivisione, ascolto tra il civismo fiorentino e le istituzioni pubbliche", "vogliamo che la partecipazione sia cogente, molto spesso quello che emerge dalla partecipazione pubblica non viene realizzato e ascoltato". Di Cintio ha ricordato anche che in passato "ci sono episodi positivi di partecipazione civica in rapporto con l'amministrazione ma alla fine non c'è una rendicontazione finale di questo lavoro. Ed è frustrante per i cittadini". Tra i temi affrontati anche quello "dei rioni, siamo d'accordo perché il decentramento venga profondamente rivisitato. La storia di Firenze è fatta di rioni, sono ancora molti in città: tra vecchi e nuovi, sono circa un centinaio i rioni fiorentini".
A intervenire è stato anche Mario Bencivenni di Italia Nostra Firenze secondo cui "è fondamentale la partecipazione, è trasversale alle varie problematiche dell'amministrazione cittadina. Ci sembra che la commissione abbia avviato questo percorSo, lo riteniamo importante. A Firenze abbiamo un ritardo grosso rispetto ad altre città come Bologna, Torino, Prato". "La partecipazione non può essere confusa con informazione o consultazione - ha concluso Bencivenni -. La partecipazione è vera quando i cittadini decidano non di esprimersi per fare le critiche ma nella formazione degli atti".
Sia Di Cintio che Bencivenni hanno proposto un Consiglio comunale aperto sul tema. "Ho ricevuto la richiesta di un Consiglio aperto - ha commentato il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, presente ai lavori della commissione -. Porrò la questione in una prossima conferenza dei capigruppo proponendo anche una mia proposta su come affrontare la questione in considerazione del fatto che i consigli comunali aperti sono diversi rispetto ai consigli di quartiere aperti".
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