Dopo le elezioni amministrative, il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi traccia la rotta del partito tra sostegno al governatore Eugenio Giani, difesa del "campo largo" e nuove sfide politiche. Pur riconoscendo il lavoro svolto dalla Regione, Fossi invita a non sottovalutare i segnali di rallentamento dell'economia toscana evidenziati anche da Bankitalia. «Giani rivendica giustamente quanto fatto, ma bisogna prestare attenzione a fattori come guerre, inflazione, Pil che rallenta e salari in difficoltà», afferma. Nessuna "strategia della tensione" con il presidente della Regione: «Lui fa il presidente, noi facciamo il partito e vogliamo essere uno stimolo. Su alcuni temi serve maggiore attenzione».
Il segretario dem prova anche a smorzare le tensioni tra Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. «Per me sarà la naturale ricandidata nel 2029», dice, auspicando «una convivenza virtuosa» tra Palazzo Strozzi Sacrati e Palazzo Vecchio. Sulle recenti amministrative rivendica i risultati ottenuti dal centrosinistra, dalle vittorie a Figline, Cascina, Sesto Fiorentino e Pistoia fino alla conferma di Prato, pur ammettendo alcuni errori: «Pd e campo largo vincono quando sono uniti e coinvolgono anche le forze civiche fin dal primo turno».
Tra i temi affrontati anche trasporti, sanità e infrastrutture. Fossi si dice contrario all'ipotesi di un aumento dei biglietti degli autobus: «Dovremmo rendere il trasporto meno costoso, soprattutto per i giovani». Difende la progressività dell'Irpef regionale come strumento per sostenere la sanità pubblica e invita a proseguire il lavoro sulle liste d'attesa. Sulla Fi-Pi-Li non chiude alla possibilità di un pedaggio, ma pone una condizione: «Prima bisogna confrontarsi con imprese e lavoratori. Scelte del genere non possono essere calate dall'alto».
Infine, il segretario guarda al futuro del Pd toscano e rilancia sui diritti civili. «Veniamo da una legislatura innovativa, con leggi sul fine vita, il salario minimo e i nidi gratis. Dobbiamo difendere questa identità e avere il coraggio di proporre un grande piano casa». E aggiunge: «Se nei margini della nostra autonomia sarà possibile una sperimentazione, credo che la Toscana debba rilanciare anche il tema della legalizzazione delle droghe leggere». Quanto alla sua permanenza alla guida del partito, la risposta è chiara: «Sono soddisfatto del lavoro fatto. Se il Pd lo vorrà, mi farebbe piacere continuare». Lo scrive Repubblica.
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