Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana, a commento delle dichiarazioni del segretario del Pd toscano circa la proposta di legalizzare le droghe leggere, ha risposto così:
“Piantare bandierine ideologiche è diventato lo sport preferito dal Pd toscano, ancor più con l’ascesa della segreteria Schlein e l’avvento del campo largo. Dopo la recente legge regionale sul riconoscimento dello Stato di Palestina ecco la nuova battaglia, dichiarata dal segretario del Pd toscano Emiliano Fossi: la liberalizzazione delle droghe leggere. Anche in questo caso una vera priorità per i toscani, altro che sanità che arranca, economia che non cresce, fragilità ambientali: quel che conta è rendere più facile il consumo di cannabis. Al netto delle competenze della Regione e dell’ipocrita riferimento alla cannabis terapeutica, a Fossi ricordo che la percentuale di THC nella cannabis presente in uno spinello oggi è aumentata tantissimo rispetto ai decenni passati: vogliamo rendere più agevole il reperimento di sostanze che causano danni a lungo termine sulla memoria, sulla salute respiratoria e sullo sviluppo neurologico?

E cosa muoverebbe questo rivoluzionario atto? Viene da pensare lo strizzare l’occhio all’elettorato giovanile, ma Fossi ampollosamente parla di battaglia di civiltà e di uno strumento per contrastare ogni forma di criminalità. È civiltà, certo, l’uso terapeutico. Ma non lo è l’uso ricreativo, visti i danni sulla salute mentale di chi ne fa uso e abuso. Fratelli d’Italia è da sempre ferma sul no netto alla legalizzazione delle droghe leggere. La Toscana ha tante battaglie da affrontare, e tante opportunità per essere innovativa: non certo rendere più facile l’uso delle droghe leggere”.
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