AGGIORNATA - "Per il referendum" l'affluenza è stata alta "perché c'era una battaglia ideale, facile e semplice da comprendere. Le elezioni, soprattutto quelle comunali, non hanno lo stesso appeal, in particolare nei giovani. Oggi le forze politiche devono sforzarsi, quando affrontano anche i temi concreti, di dare comunque un orizzonte ideale per riconquistare i giovani che altrimenti non capiscono il significato del voto". Lo ha detto Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, a margine dell'inaugurazione della sede del comitato toscano dell'associazione Enrico Berlinguer, all'Sms Rifredi a Firenze.
"Se ha più responsabilità la politica o i giovani? Tutti e due - ha risposto Occhetto -. La popolazione è cambiata, si ritiene che bisogna stare a casa a guardare il telefonino e c'è meno volontà di partecipare rispetto a quando ero giovane io. La politica dall'altra parte deve fare uno sforzo anche più difficile di quella di una volta, per rimettere in modo l'iniziativa politica delle giovani generazioni".
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"Berlinguer ha avuto una grande capacità di educazione delle masse popolari, a differenza di quello che viene adesso in cui si va a prendere la paura pancia della gente e la si governa in modo spericolato, cattivo e contro la democrazia. Berlinguer invece insegnava al popolo che era possibile costruire una società diversa". Lo ha detto Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, a margine dell'inaugurazione della sede del comitato toscano dell'associazione Enrico Berlinguer, all'Sms Rifredi a Firenze.
Occhetto ha affermato poi che oggi "abbiamo sia il rigurgito del fascismo ma pure un nuovo fascismo, la dittatura delle big tech, cioè di questa capacità della tecnologia messa nelle mani di pochissimi uomini che ormai vogliono cambiare il mondo. E anche qui l'insegnamento di Berlinguer è importante perché lui per primo incominciò a porre il problema del rapporto tra etica e tecnologia". Nel complesso, ha concluso Occhetto, "Berlinguer rimane l'esempio di cosa deve fare un dirigente politico, cioè l'alta moralità, la convinzione profonda del fatto che si può cambiare la società, che non dobbiamo vivere soltanto nel presente ma dobbiamo avere anche uno sguardo più lontano".
"Se ha più responsabilità la politica o i giovani? Tutti e due - ha risposto Occhetto -. La popolazione è cambiata, si ritiene che bisogna stare a casa a guardare il telefonino e c'è meno volontà di partecipare rispetto a quando ero giovane io. La politica dall'altra parte deve fare uno sforzo anche più difficile di quella di una volta, per rimettere in modo l'iniziativa politica delle giovani generazioni".
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"Berlinguer ha avuto una grande capacità di educazione delle masse popolari, a differenza di quello che viene adesso in cui si va a prendere la paura pancia della gente e la si governa in modo spericolato, cattivo e contro la democrazia. Berlinguer invece insegnava al popolo che era possibile costruire una società diversa". Lo ha detto Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, a margine dell'inaugurazione della sede del comitato toscano dell'associazione Enrico Berlinguer, all'Sms Rifredi a Firenze.
Occhetto ha affermato poi che oggi "abbiamo sia il rigurgito del fascismo ma pure un nuovo fascismo, la dittatura delle big tech, cioè di questa capacità della tecnologia messa nelle mani di pochissimi uomini che ormai vogliono cambiare il mondo. E anche qui l'insegnamento di Berlinguer è importante perché lui per primo incominciò a porre il problema del rapporto tra etica e tecnologia". Nel complesso, ha concluso Occhetto, "Berlinguer rimane l'esempio di cosa deve fare un dirigente politico, cioè l'alta moralità, la convinzione profonda del fatto che si può cambiare la società, che non dobbiamo vivere soltanto nel presente ma dobbiamo avere anche uno sguardo più lontano".
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