Il capogruppo dem Anichini attacca Becattini dopo le critiche al percorso partecipativo. Avs: «Impossibile discutere 60 proposte in un'ora»

Volano gli stracci nella maggioranza che governa Scandicci. A far emergere le tensioni è stato uno scambio acceso sui social tra il capogruppo del Partito Democratico, Anichini, e il rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Becattini, sul tema del percorso partecipativo legato al nuovo piano regolatore.

La polemica è scoppiata dopo che Becattini aveva pubblicato un contenuto nel quale esprimeva dubbi sulle modalità organizzative delle assemblee dedicate alla raccolta dei contributi dei cittadini. Critiche che non sono andate giù al capogruppo dem, che ha replicato con toni duri: «Questa deriva da boomer mi sembra stia prendendo un po' la mano», ha scritto Anichini, rivolgendosi al collega di maggioranza.

Becattini ha quindi chiarito le ragioni delle proprie perplessità, sostenendo che sia irrealistico pensare di analizzare e discutere sessanta proposte nell'arco di un'ora, ovvero il tempo previsto per i tavoli di lavoro organizzati nell'ambito del percorso partecipativo. Secondo l'esponente di Avs, servirebbero tempi più distesi e strumenti più efficaci per consentire un reale confronto tra amministrazione e cittadini.

Non si tratta del primo attrito sul tema. Già in passato Alleanza Verdi e Sinistra Scandicci aveva sollevato dubbi sul metodo scelto dall'amministrazione per accompagnare i processi urbanistici, chiedendo una partecipazione più ampia e una maggiore condivisione delle decisioni con la cittadinanza. Un confronto che ora si sposta anche sul piano politico e che evidenzia sensibilità differenti all'interno della stessa coalizione di governo. Lo scrive la Nazione. 

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