A Sesto Fiorentino c'è una certezza che, almeno sui social, vale più di ogni altra: «Campi non esiste». È uno dei dogmi ironici di Sestogrado Paranoico, la pagina satirica che da anni prende bonariamente in giro la politica e le rivalità del territorio, conquistando migliaia di follower ben oltre i confini sestesi. L'altro grande assioma? Che Sesto Fiorentino sia l'ombelico del mondo.
Durante la recente campagna elettorale, la creatività degli autori ha dato il meglio di sé. I cinque candidati sindaco sono stati trasformati nei protagonisti di celebri pellicole cinematografiche, da Amici miei a Fast & Furious, passando per I guerrieri della notte e C'era una volta in America, con titoli riadattati in chiave locale. Non sono mancate nemmeno le incursioni musicali, con una versione tutta sestese dei Jackson Five ribattezzati "Seston Five", fino alla divertente reinterpretazione de La casa nella prateria, con i candidati nei panni della famiglia Ingalls.
Dietro la pagina c'è Zeno Pacciani, ideatore e curatore del progetto nato nel 2016 in occasione del ballottaggio tra Lorenzo Falchi e Lorenzo Zambini. «L'occasione era il fatto che la sinistra si scontrava con il centrosinistra», racconta. «Poi la pagina, molto seguita, è andata avanti». E aggiunge: «Nessuno sembra essersela presa. Non ho ricevuto proteste, in fondo i nostri post non vogliono avere niente di cattivo. Anche da Campi non ho avuto riscontri negativi, anche se ogni tanto ci scambiamo battute con una pagina social campigiana».
Tra i bersagli preferiti degli ultimi mesi c'è il neo sindaco Damiano Sforzi, ritratto in grembiulino accanto al predecessore Lorenzo Falchi nel suo "primo giorno di scuola" in Comune, intento a costruire il municipio con i Lego oppure nelle vesti di "asso pigliatutto" dopo il risultato elettorale della sua lista. Un post ironizzava così sul successo politico: «Sindaco, due assessori, il presidente del consiglio comunale, il capo gabinetto, svariati consiglieri, due pecore, quattro galletti, sei conigli e un ballino di patate».
Ma il diretto interessato sembra apprezzare lo spirito dell'iniziativa. «Mi sono divertito da morire durante la campagna elettorale e continuo a divertirmi», racconta Sforzi. «Ho anche ringraziato pubblicamente chi cura la pagina. Credo che la politica si possa prendere in giro con rispetto e loro ce l'hanno». Un riconoscimento che conferma come l'ironia, quando resta nei confini della leggerezza e del buon gusto, possa diventare uno strumento capace di raccontare la politica locale con un sorriso. Lo scrive la Nazione.
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