Palazzo Vecchio restituisce i gettoni richiesti indietro agli ex consiglieri e ripristina le indennità per i collegi di presidenza. In arrivo anche 300mila euro per le circoscrizioni

I Quartieri fiorentini provano a riconquistare centralità dopo anni di ridimensionamento. Dopo la delibera sul decentramento approvata a febbraio su impulso della sindaca Sara Funaro e dei cinque presidenti delle circoscrizioni, Palazzo Vecchio sta mettendo in campo i primi provvedimenti concreti per rafforzare il ruolo dei cosiddetti "mini-assessori". Oltre ai 300mila euro destinati ai Quartieri – 60mila euro ciascuno – arrivano infatti nuove risorse per sanare una vicenda che da oltre un decennio riguarda i gettoni di presenza dei consiglieri circoscrizionali.

Dal 2013, in seguito a una rigida interpretazione delle norme nazionali sulla finanza pubblica, i consiglieri di Quartiere avevano smesso di percepire la piccola indennità prevista per la partecipazione ai collegi di presidenza, le "giunte" decentrate. Non solo: nel 2014 il Comune aveva chiesto agli ex consiglieri in carica tra il 2004 e il 2013 di restituire quanto già percepito, con alcuni che avevano versato centinaia, se non migliaia, di euro. Una scelta contestata da un gruppo di 24 ex consiglieri che, nel 2024, ha ottenuto ragione dalla Corte d'Appello, la quale ha riconosciuto la legittimità di quei compensi.

Ora Palazzo Vecchio corre ai ripari. Una determina dirigenziale dispone la restituzione delle somme versate tra il 2014 e il febbraio 2016 dagli ex consiglieri chiamati a rimborsare il Comune. Parallelamente è in fase di definizione anche il pagamento dei gettoni mai corrisposti per i collegi di presidenza dal 2013 al 2025. L'operazione complessiva vale circa 400mila euro e rappresenta un segnale politico di rinnovata attenzione verso le circoscrizioni, da anni private di risorse e competenze ma ancora considerate un presidio fondamentale nel rapporto tra amministrazione e cittadini. Una realtà che continua a godere di un forte radicamento sul territorio e di un consenso riconosciuto anche ai piani alti di Palazzo Vecchio. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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