La sindaca dopo il sequestro di sette sezioni: «Le condizioni disumane non sono più tollerabili. Servono decisioni drastiche da parte del Ministero»

«È un fatto storico, perché quando si arriva a questo vuol dire che la situazione è andata ben oltre il limite». La sindaca di Firenze Sara Funaro commenta così il sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano, il primo provvedimento di questo tipo adottato nei confronti di un istituto penitenziario italiano. Per la prima cittadina, quanto emerso dall'inchiesta rappresenta la conferma definitiva di criticità denunciate da tempo.

«È tantissimo tempo che diciamo che il carcere di Sollicciano andrebbe chiuso, abbattuto e ricostruito – ha dichiarato Funaro –. Continuo a sostenere questa tesi: le condizioni disumane che ci sono a Sollicciano non sono più tollerabili e purtroppo ne abbiamo avuto la conferma. Il nostro auspicio è che possano essere prese a livello ministeriale decisioni drastiche e adeguate per avere luoghi che abbiano un minimo di dignità».

Le parole della sindaca rilanciano così il tema del futuro del penitenziario fiorentino, da anni al centro di polemiche e denunce. Dopo il sequestro disposto dal Tribunale, il dibattito si sposta ora sul piano politico e istituzionale, con la richiesta di un intervento deciso del Ministero della Giustizia. Per Funaro non bastano più interventi tampone: serve una scelta radicale per garantire condizioni di vita e di lavoro rispettose della dignità umana. Lo scrive la Nazione. 

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