L'aumento delle tariffe del trasporto pubblico apre un nuovo fronte politico tra Palazzo Vecchio e la Regione Toscana. Dopo l'appello del presidente Eugenio Giani ai Comuni affinché contribuiscano economicamente per contenere i rincari, arriva la netta presa di posizione della sindaca Sara Funaro, che boccia in particolare l'ipotesi di ritoccare verso l'alto il costo degli abbonamenti.
«Siamo contrari all'aumento degli abbonamenti», afferma la sindaca. «Il Comune ne sta già incentivando l'uso e abbiamo stanziato più di 3 milioni di euro proprio per favorire questa scelta. Aumentarne il prezzo significa non sostenere una mobilità più sostenibile». Funaro respinge inoltre le ricostruzioni sui contributi economici garantiti da Palazzo Vecchio: «Il Comune sul trasporto pubblico non mette 12 milioni, ma oltre 31 milioni tra tramvia, trasporto su gomma e incentivi ai cittadini. Noi la nostra parte la stiamo facendo».
Da qui la richiesta di un confronto istituzionale che, secondo la prima cittadina, sarebbe mancato. «Serve un tavolo preventivo e diretto, come chiesto anche da Anci, per ragionare su possibili soluzioni e trovare misure compensative». Un messaggio che evidenzia le tensioni già esistenti tra Firenze e la Regione su diversi dossier strategici.
Le perplessità, del resto, attraversano gran parte del centrosinistra toscano. Anci Toscana, attraverso la presidente Susanna Cenni e la delegata ai trasporti Sara Di Maio, si dice preoccupata per «le possibili ricadute sui tanti pendolari che utilizzano i mezzi pubblici», ricordando come negli ultimi anni le amministrazioni abbiano incentivato proprio l'utilizzo del trasporto collettivo. Anche Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle chiedono correttivi per tutelare le fasce più fragili e le famiglie.
Critiche arrivano anche dalle associazioni dei consumatori e dal centrodestra. Federconsumatori chiede maggiore coinvolgimento di cittadini, studenti e pendolari nelle scelte tariffarie, mentre Fratelli d'Italia parla di «una gabella che rappresenta la fotografia di una situazione chiaramente sfuggita di mano», denunciando i disagi quotidiani tra corse insufficienti e rallentamenti del servizio. Per Forza Italia, infine, «dietro a questo aumento ci sono solo incapacità gestionali».
L'aumento del biglietto a 2 euro, previsto dal 1° agosto, si trasforma così in un caso politico destinato ad accompagnare le prossime settimane. E mentre la Regione difende la necessità del provvedimento, i Comuni chiedono di essere coinvolti nelle decisioni e di individuare strumenti che evitino di scaricare il peso dei rincari su pendolari e utenti abituali. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














