Scontro politico sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura: l'esponente dem richiama il Governo alle proprie responsabilità contro il rischio abbandono

Il caso Sollicciano si sposta prepotentemente sul terreno dello scontro politico. Le recenti e drammatiche denunce sulle condizioni igienico-sanitarie del penitenziario fiorentino hanno innescato la dura reazione delle istituzioni regionali, con il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, che chiama direttamente in causa l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

"Quanto sta emergendo su Sollicciano è gravissimo", ha dichiarato l'esponente dem, spostando l'asse del dibattito dal piano puramente amministrativo a quello della responsabilità politica nazionale. Mazzeo ha sottolineato come la dignità dei detenuti e la sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria rappresentino priorità non più negoziabili, citando la celebre massima di Voltaire sulla civiltà di un Paese misurata attraverso le sue carceri.

L'affondo politico si concentra sulla richiesta di un cambio di passo immediato da parte del livello centrale: la Regione Toscana, per bocca del vicepresidente del suo Consiglio, chiede infatti un intervento urgente, serio e strutturale da parte del Governo e del Ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio. La tesi della sinistra istituzionale è chiara: lo Stato deve riaffermare la propria presenza in via Masi per evitare che il carcere si trasformi in una terra di nessuno, ribadendo che la struttura deve tornare a essere un luogo di legalità e non di abbandono.

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