Il neo-segretario dem Gianni Bagnoli sposa la campagna del Comitato per la Pace contro il colosso farmaceutico israeliano per accendere i riflettori sulla situazione a Gaza.

Il Partito Democratico di Empoli prende una posizione netta sullo scenario internazionale e annuncia il proprio sostegno formale alla campagna di boicottaggio contro i prodotti della multinazionale farmaceutica Teva. L'iniziativa, lanciata sul territorio dal Comitato Empoli per la Pace, è stata ufficialmente appoggiata dal nuovo segretario locale dei democratici, il ventisettenne Gianni Bagnoli, eletto alla guida del partito lo scorso 9 giugno. Secondo la leadership dem, la scelta di aderire a questa mobilitazione risponde alla necessità di tradurre l'impegno per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale in azioni concrete e responsabili da parte delle forze politiche e delle istituzioni cittadine.

L'obiettivo dichiarato della campagna è quello di sensibilizzare in modo profondo sia la cittadinanza sia gli operatori del settore sanitario sulle ricadute etiche delle scelte economiche compiute nei contesti di guerra. La presa di posizione del Pd empolese non arriva improvvisa, ma si inserisce in un percorso politico già avviato all'interno del palazzo comunale. Già durante lo scorso anno, infatti, il gruppo consiliare dei democratici aveva depositato e presentato un atto ufficiale che impegnava la giunta a vagliare le modalità più idonee per rendere coerenti gli acquisti pubblici e le forniture di beni dell'amministrazione, con un focus mirato proprio sui prodotti del colosso farmaceutico israeliano.

L'impegno dei dem punta a mantenere altissima l'attenzione dell'opinione pubblica locale sulla continua violazione dei diritti fondamentali nella striscia di Gaza e nei territori palestinesi occupati. Il segretario Bagnoli ha concluso ribadendo la volontà del partito di continuare a promuovere, sia nel tessuto sociale della città sia all'interno del Consiglio comunale di Empoli, mozioni e iniziative che siano pienamente coerenti con la cultura della pace, con la legalità internazionale e con la tutela dei diritti umani, stimolando una riflessione collettiva sul peso etico dei consumi.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies