I consiglieri regionali del partito di centrodestra scendono in piazza in via Alamanni. Lanciata una petizione online contro l'aumento del biglietto a 2 euro: "Servizio scadente, non paghino gli utenti".

La protesta delle forze di opposizione contro il rincaro dei biglietti del trasporto pubblico locale si fa sempre più serrata nel capoluogo toscano. Dopo le iniziative annunciate dalle altre sigle del centrodestra, anche il gruppo consiliare regionale di Fratelli d'Italia ha deciso di lanciare una mobilitazione ufficiale e visibile nel cuore di Firenze. Per la mattinata di venerdì 19 giugno, alle ore 11:00, i consiglieri Jacopo Cellai, Claudio Gemelli e Matteo Zoppini hanno organizzato un flashmob di protesta che prenderà vita nei pressi dello snodo di via Alamanni, adiacente alla stazione di Santa Maria Novella, storicamente considerato uno dei principali e più affollati punti di interscambio per i bus e la tramvia cittadina.

Durante la manifestazione di venerdì, gli esponenti di Fratelli d'Italia distribuiranno ai pendolari e ai passanti un facsimile dei nuovi titoli di viaggio che riporta il prezzo maggiorato a due euro, insieme a un volantino dotato di codice Qr. Quest'ultimo strumento digitale permetterà agli utenti di accedere direttamente alla petizione telematica e di sottoscrivere il proprio fermo rifiuto al provvedimento tariffario che entrerà in vigore dal prossimo primo agosto. I consiglieri regionali del partito hanno definito inaccettabile la scelta della giunta toscana di avallare l'aumento, parlando di vera e propria sfacciataggine istituzionale a fronte di un servizio di trasporto che, sia all'interno dei confini comunali fiorentini sia nei collegamenti con l'area metropolitana e la provincia, ha registrato un netto e visibile peggioramento nell'ultimo periodo.

L'atto d'accusa di Fratelli d'Italia punta il dito contro le scelte strategiche del passato e la gestione politica della mobilità da parte delle amministrazioni di sinistra. Secondo i promotori del flashmob, non è tollerabile che i cittadini e i lavoratori pendolari si trovino a pagare le conseguenze economiche di errori gestionali altrui, a partire dalla decisione di indire la gara unica regionale che ha portato all'assegnazione del servizio al colosso francese Autolinee Toscane. L'adeguamento tariffario approvato dalla Regione viene descritto dai consiglieri come un ingiustificato favore concesso alla multinazionale d'oltralpe, un rincaro che a loro avviso può e deve essere bloccato attraverso la pressione dell'opinione pubblica.

La nota di Cellai, Gemelli e Zoppini sposta infine l'attenzione sul tema della legalità e dei controlli a bordo dei mezzi pubblici. Gli esponenti della destra toscana hanno rimarcato come questo balzello economico vada a colpire in modo ingiusto esclusivamente la platea di utenti onesti, composta da residenti e lavoratori che pagano regolarmente il titolo di viaggio o l'abbonamento. Al contempo, secondo la denuncia del partito, rimarrebbe del tutto insoluto il problema legato ai troppi passeggeri che viaggiano abusivamente e senza sanzioni all'interno del sistema della mobilità urbana. Per raccogliere il malcontento di chi rispetta le regole, i consiglieri si recheranno fisicamente tra le banchine delle fermate e i marciapiedi della stazione, invitando la cittadinanza a sostenere in massa la raccolta firme digitale ospitata sulla piattaforma web creata per l'occasione.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies