Arrivano segnali di parziale stabilizzazione ed insperata tenuta per il comparto dell'artigianato nell'area fiorentina. Secondo le ultime rilevazioni ufficiali diffuse dalla Camera di Commercio di Firenze e riferite ai primi tre mesi dell'anno in corso, si registra un netto e visibile rallentamento nella storica emorragia di ditte artigiane che ha caratterizzato l'ultimo decennio. Il bilancio trimestrale del Registro delle Imprese ha infatti evidenziato un saldo negativo complessivo di sole settantacinque unità. Si tratta di un passo in avanti straordinario se confrontato con il drammatico passivo di ben trecentoventuno chiusure registrato nello stesso identico periodo dell'anno precedente, traducendosi in un calo su base annualizzata di oltre quattro volte inferiore. Intervenendo pubblicamente all'assemblea annuale di Cna Firenze Metropolitana, il presidente della Camera di Commercio Massimo Manetti ha espresso un cauto ottimismo, definendo i numeri come un segnale incoraggiante che le istituzioni sperano possa presto preludere a una definitiva inversione del trend negativo.
La fotografia scattata alla fine del primo trimestre mostra una galassia artigiana nella Città Metropolitana di Firenze composta ancora da venticinquemilaiseicentoventi aziende totali, delle quali ben venticinquemilaquattrocentotredici risultano pienamente attive sul mercato. Questo tessuto produttivo diffuso garantisce occupazione e reddito a un bacino complessivo di sessantunmilaquattrocentosessantacinque addetti, una platea all'interno della quale la quota dei lavoratori dipendenti puri si attesta a trentaduemiladuecentotrentasei unità. La vitalità del comparto è testimoniata anche da un volume di turnover aziendale molto elevato, che ha visto muoversi quasi tremilacinquecento imprese tra le millesettecentottantuno cessazioni di attività e le millesettecentosei nuove iscrizioni a ruolo. All'interno di questa mappa imprenditoriale spicca la forte incidenza delle aziende a conduzione straniera, che raggiungono quasi il trenta per cento del totale, un dato nettamente superiore sia alla media regionale toscana sia a quella nazionale. Tengono le posizioni anche le imprese guidate da donne, che rappresentano un quinto del totale, mentre la quota di imprenditoria giovanile si ferma poco sopra il sette per cento.
Nonostante il rallentamento della crisi interna, lo scenario macroeconomico globale continua a destare forti e legittime preoccupazioni tra gli addetti ai lavori e i vertici camerali. Nel concludere la sua analisi davanti alla platea degli artigiani, il presidente Massimo Manetti ha sottolineato come alle normali e fisiologiche dinamiche di mercato proprie dei singoli comparti si siano purtroppo sommati fattori di forte instabilità esogena. Le pesanti crisi geopolitiche internazionali, il perdurare dei conflitti bellici alle porte dell'Europa e le rigide politiche di protezionismo economico recentemente avviate dagli Stati Uniti d'America, culminate con l'imposizione di nuovi e severi dazi doganali, stanno creando un clima di forte incertezza. Questa combinazione di fattori, secondo la Camera di Commercio, non si limita a colpire duramente le sole manifatture storicamente votate all'esportazione nei mercati d'oltreoceano, ma rischia di innescare una spinta recessiva globale capace di danneggiare, di riflesso, la generalità e la tenuta economica delle piccole botteghe e delle microimprese artigiane del territorio.
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