Il dibattito politico e sociale intorno al prossimo rincaro dei biglietti e degli abbonamenti del trasporto pubblico locale in Toscana si arricchisce di una nuova e articolata proposta di mediazione istituzionale. Sull'argomento è intervenuto direttamente Francesco Casini, capogruppo della lista Casa Riformista all'interno del Consiglio regionale della Toscana. L'esponente politico ha manifestato una forte preoccupazione per gli effetti economici che la rimodulazione tariffaria avrà sulle tasche delle famiglie e dei lavoratori, evidenziando la necessità impellente di aprire immediatamente un tavolo di confronto politico che veda seduti insieme i rappresentanti della Regione, dei vertici della Città Metropolitana di Firenze, delle Province toscane e dei singoli Comuni per individuare risorse di bilancio aggiuntive capaci di sterilizzare l'impatto degli aumenti sui titoli di viaggio mensili e annuali.
Nell'analizzare la genesi del provvedimento che entrerà in vigore a partire dal prossimo primo agosto, il presidente del gruppo consiliare ha tenuto a precisare il contesto amministrativo in cui si muove l'attuale giunta toscana. Casini ha ricordato come i rincari non nascano da una scelta politica estemporanea dell'attuale governo regionale, bensì dall'applicazione automatica di un contratto di servizio sottoscritto molti anni fa, in un'epoca antecedente all'insediamento ufficiale del presidente Eugenio Giani alla guida dell'ente. Quel vecchio accordo quadro prevede infatti vincoli e rigidi meccanismi di adeguamento periodico dei prezzi legati all'inflazione cumulata nel corso del tempo, di fronte ai quali gli uffici regionali hanno dovuto prendere atto di un percorso contrattuale oramai già giuridicamente definito.
Tuttavia, secondo Casa Riformista, la consapevolezza dei vincoli ereditati dal passato non può in alcun modo giustificare il fatto che il peso economico dei rincari venga scaricato interamente ed esclusivamente sulle spalle dei cittadini toscani. Il trasporto pubblico, si legge nella nota del capogruppo, rappresenta un servizio pubblico essenziale e un pilastro per la sostenibilità che deve essere incentivato con ogni mezzo e mai scoraggiato con barriere tariffarie. L'appello del consigliere si rivolge alla tutela non soltanto delle fasce scolastiche e degli studenti, ma anche e soprattutto dei tantissimi lavoratori pendolari che ogni giorno dell'anno scelgono consapevolmente di utilizzare la rete degli autobus urbani ed extraurbani e il sistema della tramvia per i propri spostamenti quotidiani.
L'affondo più duro di Francesco Casini si concentra infine sulla qualità e sull'efficienza complessiva del servizio offerto all'utenza, un tema giudicato indissolubile rispetto a quello delle tariffe. Il capogruppo ha rivolto una dura critica ad Autolinee Toscane, sottolineando come il gestore unico privato non possa limitarsi a incassare maggiori entrate economiche senza dimostrare parallelamente un impegno concreto e tangibile nel superamento delle pesanti criticità che continuano ad affliggere la mobilità, in particolar modo nell'area metropolitana fiorentina, tra corse soppresse, ritardi cronici, frequenze insufficienti e collegamenti inadeguati. Nel definire fallimentare e deludente il bilancio dell'azienda di trasporti fino a oggi, Casini ha chiamato in causa anche la responsabilità del Comune di Firenze sul fronte della gestione dei cantieri e della viabilità ordinaria, ribadendo che se si richiedono ulteriori sacrifici economici ai cittadini diventa moralmente e politicamente obbligatorio garantire un servizio più efficiente, più affidabile e realmente vicino alle necessità quotidiane delle persone.
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