A ventiquattr’ore dal sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano, disposto dalla magistratura per le gravi condizioni della struttura, il dibattito politico si concentra sulle possibili soluzioni per il futuro del penitenziario fiorentino. A fare discutere è anche il sostanziale silenzio del centrodestra locale e nazionale, mentre tra gli stessi esponenti dell’area civica che sostiene Eike Schmidt emergono posizioni differenti.
Per Paolo Bambagioni, ex consigliere regionale e oggi consigliere comunale della lista Schmidt, parlare di demolizione e ricostruzione totale del carcere rischia di essere una provocazione che non affronta il problema nell’immediato. «Invece della retorica bisognava prendere atto delle condizioni di Sollicciano e intervenire di conseguenza», sostiene. Bambagioni ricorda di aver più volte sollecitato il Ministero della Giustizia sul tema e di aver ricevuto una risposta ufficiale nella quale si escludeva la possibilità di procedere con una completa riedificazione della struttura. «Ho informato sia il Comune che la Regione, ma non è stata colta l’occasione per aprire un confronto con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e costruire un piano di interventi urgenti».
Secondo Bambagioni, quanto accaduto rappresenta «una sconfitta della politica tutta» più che del solo Ministero della Giustizia. «Da politico mi vergogno che si sia reso necessario l’intervento della magistratura. Di fatto si tratta di una sorta di commissariamento», afferma.
Di diverso avviso è Eike Schmidt, che da tempo sostiene la necessità di abbattere completamente il carcere e realizzarne uno nuovo. «Sollicciano va raso al suolo e rifatto da capo. Lo dico da tempo e continuo a dirlo», ribadisce. Per l’ex direttore degli Uffizi, la situazione attuale rappresenta una vera e propria emergenza umanitaria. «Per una regione come la Toscana, che per prima ha abolito la pena di morte, è una vergogna avere un carcere in queste condizioni. Ricostruire potrebbe costare meno che continuare con interventi tampone e riparazioni inefficaci».
Nonostante le differenze sull’approccio, le due posizioni convergono sulla necessità di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali. Bambagioni auspica un ruolo più incisivo da parte dell’amministrazione comunale, anche oltre i confini delle competenze strettamente attribuite al sindaco. Schmidt, invece, invita tutte le istituzioni a fare la propria parte. «Basta scaricabarile e responsabilità attribuite sempre a qualcun altro», afferma, facendo riferimento anche alle recenti dichiarazioni del procuratore generale della Corte d’Appello di Firenze, Ettore Squillace Greco, secondo cui le soluzioni dovrebbero arrivare innanzitutto dal Ministero della Giustizia.
Il dibattito sul futuro di Sollicciano resta dunque aperto, tra chi punta sulla riqualificazione della struttura e chi ritiene inevitabile ripartire da zero con un nuovo carcere. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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