Il vincolo sull’area intorno all’abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo entra nel dibattito politico cittadino. La Soprintendenza di Firenze ha avviato la procedura per l’apposizione della tutela indiretta sul complesso storico e sul territorio circostante, una scelta destinata ad avere effetti sulla pianificazione urbanistica di Scandicci.
La sindaca Claudia Sereni giudica positiva la finalità del provvedimento, ma contesta il mancato coinvolgimento dell’amministrazione comunale nella fase iniziale.
“È doveroso e legittimo che la Soprintendenza tuteli un luogo di straordinario valore storico, culturale e identitario – afferma Sereni – ma dispiace che il Comune non sia stato informato rispetto a un percorso così rilevante, che riguarda una parte importante del nostro territorio”.
Secondo la sindaca, il vincolo arriva in una fase delicata, anche considerando le procedure già avviate da soggetti privati nell’area. “Un provvedimento di questa portata avrà conseguenze significative sulle scelte future e sarebbe stato auspicabile un confronto istituzionale più stretto e tempestivo”.
La tutela indiretta era già stata introdotta nel 1998, ma era stata annullata dal Tar nel 2016 per un difetto procedurale legato alla mancata comunicazione dell’avvio dell’iter agli interessati.
Il nuovo provvedimento prevede una suddivisione dell’area in tre zone con differenti livelli di tutela: nella fascia agricola a ovest dell’abbazia saranno vietate nuove edificazioni, mentre nelle aree a est eventuali interventi saranno possibili solo rispettando limiti precisi, tra cui quelli sulle altezze degli edifici e sull’inserimento paesaggistico.
“Difendere l’abbazia e il suo contesto è un obiettivo che condividiamo – conclude Sereni – ma è fondamentale che decisioni così importanti siano accompagnate da dialogo, trasparenza e collaborazione tra istituzioni”.
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