Gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico locale continuano a far discutere anche all’interno della stessa maggioranza che sostiene il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Nel corso di un incontro a Palazzo Strozzi Sacrati, i capigruppo di Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva-Casa Riformista e Movimento 5 Stelle hanno chiesto alla giunta regionale di individuare correttivi e misure di mitigazione per limitare l’impatto dei rincari su famiglie, lavoratori e pendolari.
Il punto più contestato non riguarda soltanto gli aumenti, ma anche il metodo con cui la decisione è stata assunta. I rappresentanti della maggioranza hanno infatti lamentato una scarsa condivisione preventiva di una scelta considerata strategica. Attualmente le uniche categorie escluse dagli aumenti sono i bambini fino a 11 anni, che potranno viaggiare gratuitamente, e gli studenti under 26, per i quali gli abbonamenti resteranno invariati. Prevista inoltre la possibilità di rateizzare il pagamento degli abbonamenti.
Dal Partito Democratico, i capigruppo regionali Simone Bezzini e Andrea Vannucci hanno sottolineato la necessità di aprire un confronto con Comuni e Province per individuare ulteriori margini di intervento. Più critiche le posizioni di Lorenzo Falchi per Avs, che chiede di reperire risorse per neutralizzare gli aumenti, e di Francesco Casini per Italia Viva-Casa Riformista, che sollecita un deciso miglioramento della qualità del servizio. Ancora più netta la posizione del Movimento 5 Stelle, secondo cui la gara unica regionale del trasporto pubblico non avrebbe raggiunto gli obiettivi promessi in termini di qualità, riduzione dei costi e investimenti. Anche i sindaci della Piana fiorentina hanno manifestato la volontà di confrontarsi con la Regione per individuare possibili soluzioni e attenuare gli effetti dei rincari previsti dal prossimo 1° agosto. Lo scrive la Nazione.
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