"A Sollicciano siamo oltre il limite del collasso: celle infestate da cimici, mancanza di acqua calda e persino la negazione della cena la domenica. Il sequestro della magistratura è l'inevitabile conseguenza dopo anni di totale abbandono. E davanti a questo scenario, sentiamo dire che per abbattere e ricostruire la struttura servirebbero almeno otto anni. È una scusa inaccettabile. Quando c'è la volontà politica, le grandi opere si fanno in un anno. Perché per le grandi infrastrutture i tempi si azzerano e per la carne viva dei detenuti e del personale penitenziario si stimano decenni? La verità è che per questo Governo la dignità in carcere non è una priorità". Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli (capogruppo) e Irene Galletti a proposito dei dati contenuti nella relazione annuale del Garante dei detenuti Giuseppe Fanfani, che verranno presentati domani in aula.
"La relazione di Fanfani non è un semplice bilancio numerico, ma una fotografia drammatica dello stato dei diritti e della dignità umana nelle carceri toscane - aggiungono in una nota -. Un sistema che sta collassando sotto il peso di carenze strutturali croniche e delle logiche demagogiche di questo Governo, che risponde al sovraffollamento con l'ipertrofia penale del decreto Sicurezza, preferendo la vendetta sociale alla vera sicurezza". Per gli esponenti M5s "il carcere è diventato un surrogato brutale dei vecchi manicomi e il fallimento più evidente della gestione delle tossicodipendenze. Parliamo di migliaia di persone che non dovrebbero stare in cella, ma essere curate. Il 55,4% degli stranieri reclusi è dentro per violazione dell'articolo 73 sugli stupefacenti: la legalizzazione delle droghe leggere decongestionerebbe immediatamente i penitenziari e colpirebbe la criminalità organizzata".
"Invece, assistiamo allo stipamento umano (con tassi di sovraffollamento in Toscana del 138%, con un picco nel carcere di Lucca del 240%) - osservano ancora - e a una piaga quotidiana di autolesionismo e tentativi di suicidio (133 nel 2025), arginati solo dall'immane lavoro del personale sanitario e penitenziario. Voltare la testa dall'altra parte solo perché i detenuti non votano è un atto di codardia politica".
"La relazione di Fanfani non è un semplice bilancio numerico, ma una fotografia drammatica dello stato dei diritti e della dignità umana nelle carceri toscane - aggiungono in una nota -. Un sistema che sta collassando sotto il peso di carenze strutturali croniche e delle logiche demagogiche di questo Governo, che risponde al sovraffollamento con l'ipertrofia penale del decreto Sicurezza, preferendo la vendetta sociale alla vera sicurezza". Per gli esponenti M5s "il carcere è diventato un surrogato brutale dei vecchi manicomi e il fallimento più evidente della gestione delle tossicodipendenze. Parliamo di migliaia di persone che non dovrebbero stare in cella, ma essere curate. Il 55,4% degli stranieri reclusi è dentro per violazione dell'articolo 73 sugli stupefacenti: la legalizzazione delle droghe leggere decongestionerebbe immediatamente i penitenziari e colpirebbe la criminalità organizzata".
"Invece, assistiamo allo stipamento umano (con tassi di sovraffollamento in Toscana del 138%, con un picco nel carcere di Lucca del 240%) - osservano ancora - e a una piaga quotidiana di autolesionismo e tentativi di suicidio (133 nel 2025), arginati solo dall'immane lavoro del personale sanitario e penitenziario. Voltare la testa dall'altra parte solo perché i detenuti non votano è un atto di codardia politica".
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