Polemica in consiglio comunale a Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, durante una discussione nata a proposito dei 'viaggi della memoria' promossi dall'Aned, in collaborazione con l'Unione dei Comuni circondario Empolese Valdelsa. "Il consigliere Maurizio Bruni - denuncia con una nota il Pci dell'Empolese Valdelsa - ha esclamato che un suo parente venne ucciso in Russia. La capogruppo del Pci ha ribattuto dicendo: anch'io ho avuto parenti uccisi dai fascisti. A quel punto Bruni le ha risposto scandendo queste parole: Hanno fatto bene!".
Durante la discussione "i consiglieri del gruppo Centrodestra per Cerreto Guidi - spiega il Pci - hanno polemizzato sostenendo che la memoria debba essere a 360 gradi e che ai ragazzi debbano essere fatti visitare anche i memoriali delle foibe", ne è nato un confronto e poi le parole incriminate. Il Pci ha chiesto le dimissioni del consigliere o l'esclusione dal gruppo consiliare.
"Occorre sia ben chiaro a tutti che l'apologia del fascismo è un reato, mentre il comunismo è una delle ideologie che, assieme a quella cattolica democratica e liberale democratica, ha concorso a informare di sé la lettera e lo spirito della Costituzione italiana", conclude il Pci.
Anche il Pd di Cerreto Guidi ha condannato le parole di Bruni esprimendo solidarietà: "È inaccettabile che vengano pronunciate in Consiglio comunale espressioni che esaltano la violenza e calpestano la memoria storica del nostro Paese - sottolinea in una nota la segretaria dem locale Piera Masini -. Le parole rivolte alla consigliera in risposta al ricordo dei propri cari, vittime del fascismo, sono di una gravità inaudita e risultano del tutto incompatibili con il ruolo di rappresentante pubblico e con lo spirito democratico che deve animare ogni confronto istituzionale".
Durante la discussione "i consiglieri del gruppo Centrodestra per Cerreto Guidi - spiega il Pci - hanno polemizzato sostenendo che la memoria debba essere a 360 gradi e che ai ragazzi debbano essere fatti visitare anche i memoriali delle foibe", ne è nato un confronto e poi le parole incriminate. Il Pci ha chiesto le dimissioni del consigliere o l'esclusione dal gruppo consiliare.
"Occorre sia ben chiaro a tutti che l'apologia del fascismo è un reato, mentre il comunismo è una delle ideologie che, assieme a quella cattolica democratica e liberale democratica, ha concorso a informare di sé la lettera e lo spirito della Costituzione italiana", conclude il Pci.
Anche il Pd di Cerreto Guidi ha condannato le parole di Bruni esprimendo solidarietà: "È inaccettabile che vengano pronunciate in Consiglio comunale espressioni che esaltano la violenza e calpestano la memoria storica del nostro Paese - sottolinea in una nota la segretaria dem locale Piera Masini -. Le parole rivolte alla consigliera in risposta al ricordo dei propri cari, vittime del fascismo, sono di una gravità inaudita e risultano del tutto incompatibili con il ruolo di rappresentante pubblico e con lo spirito democratico che deve animare ogni confronto istituzionale".
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