L’assessora toscana alle politiche abitative critica il decreto approvato dalla Camera e chiede più risorse per l’edilizia pubblica e il sostegno alle famiglie in difficoltà

L’assessora regionale alle politiche abitative della Toscana, Alessandra Nardini, ha criticato duramente il Piano casa del governo intervenendo a Roma durante il presidio organizzato dai sindacati degli inquilini contro il decreto appena approvato dalla Camera. Secondo Nardini, il provvedimento scarica sulle persone in difficoltà la responsabilità della propria condizione economica e sociale, senza offrire risposte concrete a chi vive situazioni di fragilità o disagio abitativo.

L’assessora ha sottolineato come lo Stato dovrebbe invece farsi carico delle esigenze dei cittadini più vulnerabili e ha accusato l’esecutivo di non ascoltare le amministrazioni territoriali, che conoscono da vicino i problemi delle comunità locali. Nardini ha inoltre evidenziato l’assenza delle Regioni governate dal centrodestra alla mobilitazione, sostenendo che le criticità del Piano riguardano indistintamente tutti i territori.

Insieme agli assessori di Emilia-Romagna, Puglia, Umbria, Campania e Sardegna, Nardini ha firmato un documento che definisce il decreto insufficiente ad affrontare l’emergenza abitativa nazionale. Tra le principali contestazioni figurano la mancanza di fondi adeguati per recuperare gli alloggi popolari inutilizzabili, la nomina di un commissario straordinario ritenuta superflua e l’azzeramento del fondo per la morosità incolpevole. Secondo gli assessori, le risorse stanziate dal governo non basteranno a realizzare gli interventi annunciati, mentre l’aumento degli affitti e la crescita limitata dei salari stanno aggravando le difficoltà di molte famiglie.

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