Presentate 985 domande ma finora accolte soltanto 48. Fratelli d’Italia attacca la giunta, che difende la misura e parla di crescita dopo la rimodulazione

Torna al centro del dibattito politico il reddito di reinserimento lavorativo della Regione Toscana. Secondo i dati illustrati in Consiglio regionale dall’assessore al Lavoro Alberto Lenzi, sono state presentate 985 domande, ma al momento risultano approvate soltanto 48 richieste, per un totale di 93 mila euro erogati. Numeri che hanno alimentato le critiche dell’opposizione, che definisce la misura un «clamoroso flop» e ne chiede una revisione immediata.

Nel corso della risposta a un’interrogazione presentata dal portavoce del centrodestra Alessandro Tomasi, Lenzi ha spiegato che le 48 domande approvate riguardano le richieste presentate ad aprile e già ritenute ammissibili. Le pratiche arrivate a maggio, invece, sono state istruite e verificate ma non ancora formalmente approvate. L’assessore ha inoltre evidenziato come, dopo la rimodulazione dei criteri di accesso introdotta a maggio, il numero delle domande sia aumentato sensibilmente, passando da 89 richieste accolte dal sistema nella prima fase a 834 nella seconda, fino a raggiungere quota 985 al 18 giugno.

Non convince però Fratelli d’Italia. Tomasi sottolinea che, a fronte di una platea stimata di circa 11 mila potenziali beneficiari e di uno stanziamento complessivo di 23 milioni di euro, le adesioni effettivamente trasformate in contributi restano estremamente limitate. Per il consigliere regionale si tratta della conferma che la misura non sta producendo gli effetti sperati e che le risorse disponibili potrebbero essere destinate ad altri interventi. La giunta regionale, dal canto suo, ribadisce che il provvedimento è stato condiviso con le parti sociali e che la crescita delle richieste dopo la modifica dei requisiti rappresenta un segnale incoraggiante per il futuro della misura. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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