Non si placa la bufera politica a Cerreto Guidi (Firenze) dopo l'ultimo, infuocato Consiglio comunale. Al centro della polemica c'è Maurizio Bruni, consigliere del gruppo "Centrodestra civico", accusato di aver pronunciato la frase "hanno fatto bene" subito dopo l'intervento della consigliera del Pci, Susanna Rovai, che stava ricordando alcuni suoi parenti uccisi dai fascisti.
La difesa di Bruni: "Pronti alle vie legali" Il consigliere di centrodestra respinge categoricamente ogni addebito e annuncia di voler andare fino in fondo per tutelare la propria onorabilità: «Ho acquisito il filmato del Consiglio comunale e non si evince nulla, non ho detto proprio nulla», dichiara Bruni. «Al massimo stavo chiacchierando con chi mi era accanto per i fatti miei. Stiamo valutando azioni legali, risponderanno di quel che dicono». Al momento, tuttavia, il video in questione non è ancora stato reso pubblico e il gruppo di centrodestra mantiene il massimo riserbo.
La maggioranza non arretra: "Parole sentite da tutti" Una versione, quella di Bruni, che si scontra frontalmente con quella dei testimoni e delle altre forze politiche presenti in aula. A confermare le parole contestate sono infatti sia i gruppi di minoranza che la coalizione di governo. La capogruppo della lista di maggioranza 'Avanti insieme' ha ribadito la posizione del Consiglio: «Le parole sono state sentite da tutti i presenti e sono le stesse riportate nei giorni scorsi».
Le radici dello scontro: la mozione sui Viaggi della Memoria La scintilla che ha dato fuoco alla seduta è nata durante la discussione sui fondi stanziati dal Comune per i "Viaggi della Memoria". Su questo punto Bruni rivendica la linea espressa in aula: «Noi abbiamo chiesto per quale motivo siano stati buttati via 20mila euro per andare a vedere i campi di sterminio senza mai andare alle Foibe. In 40 anni non ci siamo mai stati. La Memoria è giusta, ma deve essere a 360 gradi».
Il chiarimento politico: "Io fascista? Sono un democristiano" Infine, Bruni ha voluto rispedire al mittente le patenti di nostalgico: «Condannare il fascismo? Certo, come il comunismo, ma relativamente al periodo storico che stavano vivendo. Quando sono nato il fascismo era finito da otto anni, non posso essere fascista. Ero un democristiano, come lo erano quelli che ora si trovano nel Pd. Non sono mai stato fascista».
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