Nell'omelia del patrono l'arcivescovo punta l'attenzione su casa, lavoro e fragilità sociali. Funaro: «Sono le stesse priorità su cui stiamo lavorando»

Nel giorno della festa di San Giovanni, l'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha lanciato un forte richiamo alla politica e alle istituzioni, invitandole a rimettere al centro il bene comune. Nell'omelia pronunciata durante la celebrazione del patrono della città, ha denunciato i rischi di una politica autoreferenziale e di un'economia orientata soltanto all'accumulo della ricchezza, sottolineando come una società perda la propria identità quando si allontana dai bisogni reali delle persone.

Gambelli ha indicato tra le principali emergenze cittadine il diritto alla casa, il costo della vita, le difficoltà dei lavoratori che non riescono a vivere dignitosamente, i problemi degli studenti universitari nel trovare un alloggio e le condizioni dei detenuti nel carcere di Sollicciano. Secondo l'arcivescovo, è proprio partendo dall'ascolto delle persone più fragili che Firenze può continuare a essere una città all'altezza della sua storia e della sua bellezza.

Le parole del vescovo hanno trovato la condivisione della sindaca Sara Funaro, che ha ribadito l'impegno dell'amministrazione sul fronte dell'abitare e della regolamentazione degli affitti brevi, ricordando come le grandi città turistiche rischino di diventare sempre meno vivibili per i residenti. Apprezzamento anche da parte di Salviamo Firenze, che ha condiviso l'analisi dell'arcivescovo sulla necessità di riequilibrare il rapporto tra sviluppo turistico e qualità della vita dei cittadini. Lo scrive la Nazione. 

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