"Oggi siamo qua a festeggiare l'avanzamento lavori di una grande opera, però se oggi pomeriggio c'è un ritardo su un regionale, su un Intercity o su un treno Av, è chiaro, polemiche sulle ferrovie: ecco, mi piacerebbe che nei prossimi mesi si facesse polemica su quello che merita polemica, e si lasciassero donne e uomini delle Ferrovie dello Stato fuori dalla polemica politica". Lo ha detto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, intervenendo alla cerimonia per il completamento della prima fase dello scavo del tunnel passante Av di Firenze.
"Oggi i vostri colleghi - ha proseguito, rivolgendosi ai lavoratori presenti in cantiere - stanno lavorando tra l'Italia e la Francia per la Tav, altra opera contestata. Ecco, quello è l'unico mio rammarico: siamo, penso, l'unico paese dell'Occidente sviluppato che anche questa mattina, questo venerdì di luglio, ha circa 400 donne e uomini in divisa a difendere un cantiere, dei mezzi e degli operai. E' un unicum di cui farei volentieri a meno, avere 400 uomini e donne delle forze dell'ordine a presidiare delle gallerie e a evitare danneggiamenti e boicottaggi".
"E' chiaro che per andare avanti su queste scelte" di potenziamento del sistema ferroviario "devi fare dei lavori, e ogni cantiere comporta un disagio", ma l'alternativa è "non fare i lavori" e allora "l'Italia si ferma". Lo ha detto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, intervenendo alla cerimonia per il completamento della prima fase dello scavo del tunnel passante Av di Firenze.
"Ho apprezzato la collaborazione di questi mesi, di questi anni - ha proseguito - col sindaco di Firenze, col governatore della Regione Toscana. Ecco, mi piacerebbe che la stessa proattività, la stessa voglia di fare, di costruire, di accettare le sfide fosse presente in tutta Italia. Perché il passante di Firenze sì, per dare diritto alla mobilità ai fiorentini, e lo stesso diritto alla mobilità non dovrebbero averlo messinesi e reggini? Perché la sfida a Firenze sì, e fra Messina e Reggio no? Per me si vince con gli ingegneri la sfida a Firenze, si vince a Roma, si vince a Torino, si vince a Bolzano, si vince col Mose".
"Oggi i vostri colleghi - ha proseguito, rivolgendosi ai lavoratori presenti in cantiere - stanno lavorando tra l'Italia e la Francia per la Tav, altra opera contestata. Ecco, quello è l'unico mio rammarico: siamo, penso, l'unico paese dell'Occidente sviluppato che anche questa mattina, questo venerdì di luglio, ha circa 400 donne e uomini in divisa a difendere un cantiere, dei mezzi e degli operai. E' un unicum di cui farei volentieri a meno, avere 400 uomini e donne delle forze dell'ordine a presidiare delle gallerie e a evitare danneggiamenti e boicottaggi".
"E' chiaro che per andare avanti su queste scelte" di potenziamento del sistema ferroviario "devi fare dei lavori, e ogni cantiere comporta un disagio", ma l'alternativa è "non fare i lavori" e allora "l'Italia si ferma". Lo ha detto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, intervenendo alla cerimonia per il completamento della prima fase dello scavo del tunnel passante Av di Firenze.
"Ho apprezzato la collaborazione di questi mesi, di questi anni - ha proseguito - col sindaco di Firenze, col governatore della Regione Toscana. Ecco, mi piacerebbe che la stessa proattività, la stessa voglia di fare, di costruire, di accettare le sfide fosse presente in tutta Italia. Perché il passante di Firenze sì, per dare diritto alla mobilità ai fiorentini, e lo stesso diritto alla mobilità non dovrebbero averlo messinesi e reggini? Perché la sfida a Firenze sì, e fra Messina e Reggio no? Per me si vince con gli ingegneri la sfida a Firenze, si vince a Roma, si vince a Torino, si vince a Bolzano, si vince col Mose".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














